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{"id":979,"date":"2023-07-05T11:49:20","date_gmt":"2023-07-05T09:49:20","guid":{"rendered":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/?post_type=attivita&p=979"},"modified":"2023-07-06T09:34:10","modified_gmt":"2023-07-06T07:34:10","slug":"sezione-4-lebreo-invisibile","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/la-razza-nemica-teoria-e-pratica-dellantisemitismo-fascista-a-bologna\/sezione-4-lebreo-invisibile\/","title":{"rendered":"Sezione 4 | L\u2019EBREO INVISIBILE"},"content":{"rendered":"\n
Vetrina 1 | Le premesse<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n A partire dal 1936 il governo, attraverso il controllo delle testate giornalistiche e la presenza di studiosi fascisti nei luoghi cardine della produzione ideologica, come le accademie e le universit\u00e0, aveva avviato una cauta e sotterranea campagna razzista, ritenendo che l\u2019opinione pubblica avesse bisogno di tempo per essere indirizzata verso un sentimento antiebraico e fieramente italico. Anche quando, nel febbraio del \u201838, per la prima volta ruppe ufficialmente lo strategico silenzio in merito a quello che di l\u00ec a poco Mussolini avrebbe definito \u201cil problema ebraico\u201d, lo fece con un retorica sapientemente ambigua.<\/p>\n\n\n\n Un testo, uscito sull\u2019\u00abInformazione diplomatica\u00bb di quel mese, fu poi inviato a tutti i giornali affinch\u00e9 fosse pubblicato \u00absu una colonna, in prima pagina, senza commenti\u00bb, come da indicazioni del Ministero per la cultura popolare. Il testo avvertiva che \u00abil Governo fascista non ha mai pensato n\u00e9 pensa di adottare misure politiche, economiche, morali contrarie agli ebrei in quanto tali, eccettuato beninteso nel caso in cui si tratti di elementi ostili al Regime \u2026 Il Governo fascista si riserva tuttavia di vigilare sull\u2019attivit\u00e0 degli ebrei \u2026 e di far s\u00ec che la parte degli ebrei nella vita complessiva della Nazione non risulti sproporzionata ai meriti intrinseci dei singoli e alla importanza numerica della loro comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Ma ben diverso fu il tenore dell\u2019\u00abInformazione diplomatica\u00bb quando in agosto scrisse che \u00abdiscriminare non significa perseguitare. Questo va detto ai troppi ebrei d\u2019Italia e di altri paesi, i quali ebrei lanciano al cielo inutili lamentazioni, passando con la nota rapidit\u00e0 dalla invadenza e dalla superbia all\u2019abbattimento e al panico insensato \u2026 il Governo fascista non ha alcun piano persecutorio contro gli ebrei in quanto tali. Si tratta di altro. Gli ebrei in Italia nel territorio metropolitano sono 44.000, secondo i dati statistici ebraici, che dovranno per\u00f2 essere confermati da un prossimo speciale censimento; la proporzione sarebbe quindi di un ebreo ogni mille abitanti. E\u2019 chiaro che, d\u2019ora innanzi, la partecipazione degli ebrei alla vita globale dello Stato dovr\u00e0 essere, e sar\u00e0, adeguata a tale rapporto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Da qui in avanti il regime inizi\u00f2 la tragica persecuzione che, attraverso una sovrabbondante e capillare normativa, mir\u00f2 a isolare, zittire, mortificare ogni ebreo italiano, sino a renderlo \u201cinvisibile\u201d.<\/p>\n\n\n\n Vetrina 2 | Le privazioni<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n Nell\u2019\u00abInformazione diplomatica\u00bb del 5 agosto Mussolini dichiar\u00f2 che occorreva che gli italiani, intesi come italiani di razza italiana, manifestassero \u00abun forte sentimento, un forte orgoglio, una chiara onnipresente coscienza di razza\u00bb. Il primo a dare il \u201cbuon\u201d esempio fu proprio il governo, che promulg\u00f2 una sequela di leggi e decreti atti a difendere la razza italica dall\u2019insidia di ogni altra razza extraeuropea, prima fra tutte quella ebrea, che nel tempo aveva occupato posti di rilievo nella societ\u00e0 nazionale.<\/p>\n\n\n\n Nell\u2019idea che gli italiani non dovessero essere sottoposti a nessun altra razza estranea, quindi nemica, in nessun ambito e che non dovessero intrattenervi nessun rapporto di familiarit\u00e0, foriero di inammissibili contaminazioni, il 17 novembre 1938 fu emanato il decreto legge n. 1728, che con i sui 29 articoli diede inizio all\u2019isolamento degli ebrei. Affinch\u00e9 si vigilasse efficacemente sull\u2019osservanza dei provvedimenti, presso le questure furono istituiti appositi uffici col compito di controllare la condotta degli ebrei e vagliare preliminarmente le richieste di deroghe, raccogliendo opportune informazioni.<\/p>\n\n\n\n Cos\u00ec a Bologna l\u2019Ufficio ebrei sorvegli\u00f2 che quanto stabilito all\u2019articolo 12 del sopracitato decreto fosse rispettato, ossia che \u00abgli appartenenti alla razza ebraica non possono avere alle proprie dipendenze, in qualit\u00e0 di domestici, cittadini italiani di razza ariana\u00bb. Non era infatti inusuale che molti eludessero \u00abil divieto assumendo al proprio servizio persone ariane e facendole figurare come incaricate di prestazioni diverse da quelle che sono proprie dei domestici\u00bb (1), <\/strong>come ad esempio segretarie e dattilografe o, per il personale maschile, come impiegati generici e infermieri (2)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Allo stesso modo il questore dovette esaminare numerose domande inoltrate da ebrei discriminati che chiedevano gli fosse concesso di trattenere il proprio personale domestico ariano a motivo di necessit\u00e0 fisiche causate infermit\u00e0 (3)<\/strong>, verificando che i certificati allegati non fossero finti o prodotti da medici compiacenti (4)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Sempre per ragioni di salute, all\u2019Ufficio ebrei pervennero le istanze di deroga al divieto, stabilito il 9 giugno del \u201943, per gli appartenenti alla razza ebraica di \u00abtrasferirsi e soggiornare \u2026 nelle localit\u00e0 marine o di villeggiatura di lusso\u00bb (5-6)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n 1. Il ministro dell\u2019interno al prefetto e al questore, 02 dicembre 1938, Prefettura<\/em>, Gabinetto<\/em> Vetrina 3 | Le privazioni<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n Molte furono le circolari e le direttive che mirarono a limitare il commercio degli ebrei, soprattutto quello ambulante: il provvedimento colp\u00ec un gran numero di piccoli commercianti, privandoli all\u2019improvviso di ogni possibilit\u00e0 di sostentamento (7)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Ancora pi\u00f9 articolata e dettagliata la normativa che riguardava le professioni e che entr\u00f2 in vigore nel giugno del \u201939 con la legge n. 1054. Furono date le disposizioni per i cittadini appartenenti alla razza ebraica che esercitavano le professioni \u00abdi giornalista, medico-chirurgo, farmacista, veterinario, ostetrica, avvocato, procuratore, patrocinatore legale, esercente in economia e commercio, ragioniere, ingegnere, architetto, chimico, agronomo, geometra, perito agrario, perito industriale\u00bb, prevedendosi la cancellazione dai normali albi e l\u2019iscrizione a degli elenchi speciali o a degli elenchi aggiunti, qualora si fosse trattato di ebrei discriminati. Assolutamente preclusa era invece la professione di notaio, mentre quella di giornalista poteva essere esercitata solo previa concessione di discriminazione. I professionisti iscritti agli elenchi speciali avrebbero potuto esercitare la professione \u00abesclusivamente a favore di persone appartenenti alla razza ebraica, salvi i casi di comprovata urgenza e necessit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Ma oltre alle richieste di iscrizione agli elenchi speciali (9)<\/strong>, al questore arrivarono anche lettere anonime di quanti, italiani ariani, ritennero loro dovere segnalare quei trasgressori che con ardimento, temerariet\u00e0 e scaltrezza si infischiavano altamente delle leggi fasciste (8, 10)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Fu invece a seguito degli effetti del decreto legge n. 1390 che il 14 ottobre 1938 il professore Alessandro Ghigi, rettore dell\u2019Universit\u00e0, firm\u00f2 undici lettere tutte uguali con cui, senza alcuna formula di cortesia, comunicava ad altrettanti docenti dell\u2019ateneo bolognese, che \u00abIn seguito alle disposizioni a Voi gi\u00e0 note, … con la data del 16 corrente dovrete sospendere la Vostra attivit\u00e0 presso questa Universit\u00e0. Vi ringrazio per l\u2019opera scientifica e didattica svolta in questo Ateneo e Vi porgo il mio saluto\u00bb. Comunicazioni analoghe arrivarono a tutti i docenti del Paese (11-12)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n 7. Lettera anonima al questore, 24 gennaio 1939, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em> Vetrina 4 | L\u2019isolamento<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n Considerati alla stregua di nemici o comunque d\u2019individui di cui diffidare, il regime fascista non tralasci\u00f2 di privare gli ebrei del principale strumento di comunicazione dell\u2019epoca: la radio. Sequestrare gli apparecchi radio in possesso degli ebrei signific\u00f2 privarli non solo della possibilit\u00e0 di conoscere ci\u00f2 che stava accadendo ma, in maniera pi\u00f9 estensiva, della possibilit\u00e0 di esercitare la libert\u00e0 di pensiero e di resistenza politica attraverso la conoscenza (13-14)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Per lo stesso motivo fu stabilito che \u00abgli ebrei, oltre che dalle sale di lettura [delle biblioteche], si intendono esclusi anche dai cataloghi, dal prestito e da informazioni bibliografiche\u00bb (15)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Dopo averlo reso cos\u00ec sordo e cieco, il regime volle zittire il \u201cnemico ebreo\u201d togliendogli anche la voce: con la circolare n. 2251 del 20 giugno 1941 dispose \u00abl\u2019eliminazione dei nominativi ebraici e delle ditte ebraiche dagli elenchi telefonici e da altre pubblicazioni analoghe\u00bb (16) <\/strong>mentre con la legge del 19 aprile 1942 ordin\u00f2 l\u2019\u00abesclusione degli elementi ebrei dal campo dello spettacolo\u00bb .<\/p>\n\n\n\n Venne quindi vietata la \u00abrappresentazione, l\u2019esecuzione, la proiezione pubblica e la registrazione su dischi fonografici di qualsiasi opera alla quale concorrano o abbiano concorso autori od esecutori italiani, stranieri od apolidi appartenenti alla razza ebraica\u00bb e di \u00abutilizzare in qualsiasi modo per la produzione dei film, soggetti, sceneggiature, opere letterarie, drammatiche, musicali, scientifiche ed artistiche, e qualsiasi altro contributo, di cui siano autori persone appartenenti alla razza ebraica\u00bb. Il pensiero, il sapere, la visione, la cultura della razza ebrea non dovevano entrare in contatto con quelli della pura razza italiana e per evitare ogni possibile contaminazione anche nelle attivit\u00e0 ludiche e di svago fu altres\u00ec proibito che \u00abgli attori di qualunque rango, i registi, le comparse, i componenti di orchestra, il corpo di ballo e chiunque altro eserciti comunque la sua attivit\u00e0 nel campo teatrale\u00bb esplicassero qualsiasi attivit\u00e0 nel settore dello spettacolo (17)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Gli ebrei furono cos\u00ec costretti in un ghetto non pi\u00f9 cintato da mura ma da divieti e privazioni, separati dal consorzio civile. Una volta resi invisibili nella presenza, nessuno (forse) si sarebbe accorto della loro assenza: poteva aver inizio la deportazione.<\/p>\n\n\n\n 13. Modulo per il sequestro degli apparecchi radio, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em>
2. Il ministro dell\u2019interno al prefetto, 08 novembre 1942, Prefettura<\/em>, Gabinetto<\/em>
3. Ada Calabi al Ministero degli interni, 13 febbraio 1939, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em>
4. Il prefetto al presidente dell\u2019Unione professionisti e artigiani, 01 febbraio 1939, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em>
5. Arturo Carpi al questore, 19 luglio 1941, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em>
6. Il capo della Polizia al questore, 09 giugno 1943, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em><\/p>\n\n\n\n
8. Angelo Soliani al questore, 01 marzo 1940, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em>
9. Lettera anonima al prefetto, 07 maggio 1940, Prefettura<\/em>, Gabinetto<\/em>
10. Notizia estratta dal \u00abIl Resto del Carlino\u00bb, 13 ottobre 1938, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em>
11. Il questore di Parma al questore di Bologna, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em>
12. Il ministro ai prefetti, 24 novembre 1941, Prefettura<\/em>, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n
14. Il prefetto ai podest\u00e0 e commissari prefettizi, Prefettura di Bologna<\/em>, Gabinetto<\/em>
15. Elenco dei nominativi di razza ebraica da togliere dagli elenchi telefonici, [1941], Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em>
16. Il Ministro dell\u2019interno ai prefetti, 18 giugno 1940, Prefettura di Bologna<\/em>, Gabinetto<\/em><\/p>\n","protected":false},"featured_media":1000,"parent":826,"menu_order":4,"template":"","target":[14],"class_list":["post-979","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\n