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{"id":954,"date":"2023-07-05T08:47:48","date_gmt":"2023-07-05T06:47:48","guid":{"rendered":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/?post_type=attivita&p=954"},"modified":"2023-07-06T09:34:05","modified_gmt":"2023-07-06T07:34:05","slug":"sezione-3-per-la-difesa-della-razza-nella-scuola-fascista","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/la-razza-nemica-teoria-e-pratica-dellantisemitismo-fascista-a-bologna\/sezione-3-per-la-difesa-della-razza-nella-scuola-fascista\/","title":{"rendered":"Sezione 3 | \u201cPER LA DIFESA DELLA RAZZA NELLA SCUOLA FASCISTA\u201d"},"content":{"rendered":"\n
Vetrina 1 | Fuori gli ebrei dalla scuola<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n Come annunciava \u00abL\u2019Avvenire d\u2019Italia\u00bb nella prima pagina dell\u201911 novembre 1938 (1)<\/strong>, il Consiglio dei ministri aveva appena deciso di coordinare in un testo unico le norme gi\u00e0 in vigore per \u00abla difesa della razza nella scuola fascista\u00bb, integrandole con nuove disposizioni. Nel settore dell\u2019istruzione la politica antisemita del regime assunse caratteri di estrema durezza e per le scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private, come per le universit\u00e0, si adott\u00f2 la misura pi\u00f9 drastica: l\u2019allontanamento dalle scuole frequentate da alunni di razza italiana di tutti gli ebrei, che fossero docenti, allievi, o dipendenti \u2013 amministrativi o ausiliari \u2013 di qualunque livello. Furono vietati i libri di testo, e perfino le carte geografiche murali, di autori ebrei: divieto esteso ai libri frutto della collaborazione di pi\u00f9 autori, di cui anche uno soltanto ebreo.<\/p>\n\n\n\n Se si considera che gli studiosi di razza ebraica furono espulsi anche dalle accademie e dagli istituti e dalle associazioni culturali di ogni tipo, appare palese il tentativo di immiserire culturalmente la popolazione ebraica. Era infatti mal tollerato dal regime l\u2019indiscusso prestigio della classe intellettuale ebrea, ritenuta un impedimento e un pericolo reale sulla strada di un controllo sociale sempre pi\u00f9 rigido: gli ebrei possedevano mediamente un grado di istruzione piuttosto elevato che garantiva loro, a discapito dei giovani italiani, l\u2019accesso a professioni socialmente prestigiose e all\u2019insegnamento e quest\u2019ultimo \u2013 soprattutto \u2013 li metteva in condizione di esercitare una \u201ccattiva\u201d influenza sugli studenti e sulla loro formazione fascista.<\/p>\n\n\n\n Secondo la logica del progetto antisemita occorreva dunque una sorta di epurazione, che prese concretamente avvio col censimento dei dipendenti di razza ebraica, effettuato in tutti gli istituti scolastici nel mese di agosto del 1938. A questo scopo il Ministero dell\u2019educazione nazionale predispose apposite schede (2)<\/strong>, che tutto il \u00abpersonale di ruolo e non di ruolo, insegnante e non insegnante, comunque in servizio\u00bb doveva, sotto la propria responsabilit\u00e0, compilare e sottoscrivere (3)<\/strong>. Le schede cos\u00ec riempite dovevano poi essere restituite al Ministero insieme a un prospetto riassuntivo (4)<\/strong>, in cui andavano riportati il numero e le generalit\u00e0 dei dipendenti ebrei \u00abper parte di padre\u00bb, le generalit\u00e0 del personale \u00abdi cui solo la madre sia di razza ebraica\u00bb e infine le generalit\u00e0 dei dipendenti il cui \u00abconiuge sia di razza ebraica\u00bb (5)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n 1. \u00abL\u2019Avvenire d\u2019Italia\u00bb, 11 novembre 1938, Questura di Bologna<\/em>, Ufficio ebrei<\/em> Vetrina 2 | I ragazzi ebrei vanno a scuola<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n A partire dall\u2019anno scolastico 1938-1939 dunque i docenti ebrei furono \u201cdispensati\u201d dal servizio e gli alunni di razza ebraica si videro costretti ad abbandonare la scuola. Per garantire comunque ai bambini ebrei l\u2019istruzione obbligatoria, prevista all\u2019epoca fino alla licenza elementare, furono istituite a spese dello Stato \u00abspeciali sezioni di scuola elementare\u00bb, che dovevano funzionare in locali \u00abdel tutto separati da quelli destinati ai fanciulli di razza italiana\u00bb (6)<\/strong>. Nelle sezioni il personale doveva essere rigorosamente appartenente alla razza ebraica e dovevano essere adottati esclusivamente libri di testo di autori ebrei.<\/p>\n\n\n\n A Bologna furono istituite in via Pietralata, come sezione distaccata della scuola \u201cElisabetta Sirani\u201d, due pluriclassi, in cui insegnavano Giorgio Formiggini e Iris Volli Pardo, due dei quattro maestri ebrei rimossi dalle scuole pubbliche. Dopo un paio d\u2019anni, a causa della diminuzione del numero degli allievi, le classi furono ridotte a una soltanto e la \u201cscuoletta speciale elementare ebraica\u201d, come era comunemente detta, fu trasferita in una sede pi\u00f9 piccola, in quella che allora si chiamava via delle Due torri, in cui continu\u00f2 a insegnare la sola maestra Pardo, assistita da una bidella.<\/p>\n\n\n\n La scuoletta ebraica fu frequentata in totale da una trentina di bambini, fra cui anche Roberto Weisz, figlio di quell\u2019Arpad che, nel 1936 e nel 1937, port\u00f2 la squadra di calcio della citt\u00e0 a vincere due scudetti: Arpad, Roberto e tutta la loro famiglia furono poi deportati ad Auschwitz, da dove non fecero mai pi\u00f9 ritorno.<\/p>\n\n\n\n Per l\u2019istruzione di livello superiore a quella elementare la Comunit\u00e0 ebraica organizz\u00f2 invece autonomamente, presso la sua sede al n. 19 di via Gombruti (7)<\/strong>, la scuola media e media superiore, i cui oneri finanziari furono interamente sostenuti dalle famiglie degli allievi e dalla Comunit\u00e0 stessa. Ottenuta, come previsto dalla normativa, l\u2019autorizzazione del provveditore agli studi, il 21 novembre 1938 poterono iniziare \u00abi corsi di istruzione media per alunni ebrei al fine di fare impartire a questi l\u2019insegnamento corrispondente ai programmi governativi delle scuole medie seguenti: Ginnasio inferiore e superiore (classi I-V), Istituto tecnico e magistrale inferiore, e, possibilmente, Scuola d\u2019avviamento commerciale\u00bb (8)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n 6. Circolare del Ministero dell\u2019educazione nazionale, 16 settembre 1938, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em> Vetrina 3 | Una nuova scuola in via Gombruti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n Al momento della sua apertura, nel novembre del 1938, la \u201cScuola media israelitica\u201d di via Gombruti contava 36 alunni, suddivisi in cinque classi (9)<\/strong>. Perch\u00e9 la loro formazione scolastica fosse giuridicamente valida, gli allievi, da privatisti, dovevano sostenere anno per anno gli esami di ammissione alla classe superiore presso una scuola statale, spesso la stessa da cui erano stati espulsi. Durante lo svolgimento delle prove erano tenuti rigorosamente separati dai candidati di razza italiana e sul tabellone dei risultati finali spiccava accanto al loro nome la dicitura \u00abalunno di razza ebraica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n I docenti erano dieci, ovviamente tutti ebrei e tutti provenienti dall\u2019esperienza della rimozione dalle scuole statali (10)<\/strong>. Cos\u00ec pure il preside, il prof. Ferruccio Pardo, marito della maestra elementare Iris Volli, il quale, fino alla legislazione razziale, era stato preside dell\u2019Istituto magistrale di Reggio Emilia.<\/p>\n\n\n\n I programmi d\u2019insegnamento ricalcavano fedelmente quelli governativi per le scuole statali. Mancava naturalmente l\u2019insegnamento della Cultura militare, visto che, per legge, gli ebrei erano esclusi dalle Forze armate; le lezioni di Religione cattolica erano invece sostituite \u00abda qualche lezione di Religione israelitica\u00bb (11)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Era obbligo della scuola informare regolarmente il Ministero dell\u2019educazione nazionale, tramite l\u2019Ente nazionale per l\u2019insegnamento medio e superiore, su tutti gli aspetti della propria attivit\u00e0, logistici, didattici, disciplinari, finanziari. Per questo motivo, al termine di ogni anno scolastico, il preside era tenuto ad inviare una relazione, in cui dovevano essere illustrati, oltre alla situazione logistica e finanziaria, il funzionamento della scuola nell\u2019anno che si era concluso, i risultati conseguiti dagli studenti e, fra l\u2019altro, i rapporti con la Giovent\u00f9 italiana del Littorio (GIL), rapporti limitati peraltro, come imposto dalla legge, all\u2019insegnamento dell\u2019Educazione fisica (12)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Dopo la caduta di Mussolini, con l\u2019occupazione militare tedesca, la persecuzione antisemita si fece sempre pi\u00f9 radicale, indiscriminata e violenta. Ne subirono le conseguenze anche le scuole ebraiche, colpite da un \u00abdecreto collettivo di chiusura delle scuole e corsi gestiti dalle Comunit\u00e0 israelitiche\u2026 In ottemperanza di quanto sopra si intende dichiarata chiusa a fare data dal 1\u00b0 dicembre 1943 la scuola media per israeliti \u2013 via Gombruti, 19\u00bb (13)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n 9. Elenco degli alunni iscritti alla Scuola media ebraica, 21 novembre 1938, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em> Vetrina 4 | La sanit\u00e0 della razza<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n In occasione del Natale di Roma del 1940, Mussolini affid\u00f2 al Ministero dell\u2019educazione nazionale il progetto di una grande \u201cMostra della razza\u201d, con l\u2019obiettivo di documentare la politica del regime nel settore educativo e scolastico, ritenuto nevralgico, e in particolare le iniziative per la difesa della razza in campo didattico: una delle tante manovre propagandistiche, con le quali si cercava di costruire l\u2019immagine di una politica razziale non persecutoria, ma resa necessaria dall\u2019esigenza sociale di salvaguardare la \u201csanit\u00e0\u201d della razza italiana.<\/p>\n\n\n\n A causa del precipitare degli avvenimenti e dell\u2019imminente ingresso in guerra dell\u2019Italia, la mostra in realt\u00e0 non fu mai allestita, e tuttavia, quando il progetto fu abbandonato, lo stato dei lavori era gi\u00e0 piuttosto avanzato. Il Ministero aveva infatti diramato nel mese di febbraio una circolare, con cui si invitavano le scuole statali \u2013 materne, elementari e medie \u2013 a proporre la propria partecipazione alla futura esposizione, segnalando materiali idonei a dimostrare lo \u00absviluppo della tecnica didattica, dell\u2019edilizia e dell\u2019arredamento scolastico; \u2026 assistenza igienica, sanitaria; \u2026 sussidi didattici per la formazione della coscienza razzista; \u2026 iniziative per la formazione della coscienza razziale; aspetti del lavoro produttivo come contributo alla sanit\u00e0 della razza\u00bb (14)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Diverse scuole della provincia di Bologna risposero negativamente, ritenendo di non possedere materiali interessanti, ma numerose altre aderirono. Tra queste il Corso biennale di avviamento professionale di San Giorgio di Piano, la cui dirigente annunciava, con malcelato orgoglio, di aver avviato una schedatura degli allievi dal punto di vista sanitario e razziale: \u00abHo iniziato gi\u00e0 da qualche tempo la compilazione di schede individuali \u2026 In esse segno tutti i dati di mano in mano che mi vengono forniti dalle famiglie degli allievi del corso. Intendo chiedere informazioni pi\u00f9 esatte all\u2019Ufficiale sanitario del Comune. Questo esperimento ha carattere estremamente riservato e non so se possa presentare qualche interesse per la mostra della Razza\u00bb (15)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n La Direzione didattica di Imola, oltre a fotografie varie relative all\u2019edilizia e all\u2019arredamento di alcune scuole, propose invece \u00abQuaderni attestanti il lavoro fatto \u2026 per la formazione della coscienza fascista e della razza (Norme e cure igieniche per ottenere uno sviluppo sempre migliore del nostro corpo \u2013 quaderno della salute \u2013 \u2026 \u2013 quaderno dell\u2019autarchia e della razza)\u00bb (16)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n 14. Circolare del Ministero dell\u2019educazione nazionale, 19 febbraio 1940, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em>
2. Circolare del Ministero dell\u2019educazione nazionale, 17 agosto 1938, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em>
3. Scheda personale per il censimento del personale scolastico di razza ebraica, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em>
4. Il provveditore agli studi al Ministero dell\u2019educazione nazionale, 27 settembre 1938, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em>
5. Prospetto riassuntivo del censimento del personale scolastico di razza ebraica, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em><\/p>\n\n\n\n
7. Pianta dei locali adibiti a scuola ebraica presso la Comunit\u00e0 israelitica di Bologna, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em>
8. Il presidente della Comunit\u00e0 israelitica al provveditore agli studi, 21 novembre 1938, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em><\/p>\n\n\n\n
10. Elenco del preside e dei docenti della Scuola media ebraica, 21 novembre 1938, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em>
11. Programmi dei corsi della Scuola media ebraica di Bologna, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em>
12. Relazione finale per l\u2019anno scolastico 1940-1941, 23 novembre 1941, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em>
13. L\u2019Ente nazionale per l\u2019insegnamento medio e superiore al provveditore agli studi di Bologna, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em><\/p>\n\n\n\n
15. Il dirigente del Corso biennale di avviamento professionale \u2013 Tipo commerciale di San Giorgio di Piano al provveditore agli studi, 23 febbraio 1940, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em>
16. La Direzione didattica di Imola al provveditore agli studi, 26 febbraio 1940, Provveditorato agli studi di Bologna<\/em><\/p>\n","protected":false},"featured_media":957,"parent":826,"menu_order":3,"template":"","target":[14],"class_list":["post-954","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\n