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{"id":3627,"date":"2023-08-30T12:12:39","date_gmt":"2023-08-30T10:12:39","guid":{"rendered":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/?post_type=attivita&p=3627"},"modified":"2023-08-30T12:14:34","modified_gmt":"2023-08-30T10:14:34","slug":"3-personaggi-e-vicende-delleterodossia-nella-bologna-del-cinquecento","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/lutero-e-i-luterani-a-bologna-un-nuovo-percorso-storico-artistico-attraverso-documentie-miniature-dellarchivio-di-stato-di-bologna\/3-personaggi-e-vicende-delleterodossia-nella-bologna-del-cinquecento\/","title":{"rendered":"3. Personaggi e vicende dell\u2019eterodossia nella Bologna del Cinquecento"},"content":{"rendered":"\n
Fra il terzo e il quinto decennio del Cinquecento, caratterizzati dall\u2019alternarsi sulla cattedra vescovile di esponenti della famiglia Campeggi, si registrano anche a Bologna i primi effetti del movimento di riforma religiosa avviata in Germania da Lutero. La diffusione e la pericolosit\u00e0 delle nuove dottrine erano accentuate dalla posizione geografica della citt\u00e0 e dalla presenza al suo interno di una antichissima universit\u00e0, aperta a studenti europei di ogni provenienza. Una viva attenzione verso la nuova sensibilit\u00e0 religiosa si manifestava anche negli ambienti degli ordini conventuali, in particolare quelli agostiniani. Insegnamento universitario e predicazione, cui si affiancava una attivit\u00e0 editoriale all\u2019epoca gi\u00e0 molto vivace a Bologna, erano dunque veicoli efficaci e pericolosi nella diffusione di quelle idee.
Il primo intervento repressivo nei confronti di fenomeni di eterodossia si registr\u00f2 nel 1538, quando vennero bruciate in Piazza Maggiore cataste di libri ereticali (nn. 18-19)<\/strong>. Questi interventi erano stati affidati fino ad allora all\u2019autorit\u00e0 temporale del cardinale legato e a quella spirituale del vicario diocesano, talvolta con l\u2019appoggio diretto del pontefice, in quegli anni Paolo III. A partire dal 1542, la repressione si rafforz\u00f2 anche in citt\u00e0 a seguito dell\u2019istituzione della Inquisizione Romana,
affidata a Bologna al frate domenicano Leandro Alberti.
Verso la fine del 1538 si registra a Bologna la presenza di Camillo Renato (alias Lisia Fileno), figura importante nella diffusione delle idee riformate in Italia; il Fileno entr\u00f2 in contatto con l\u2019\u00e9lite culturale cittadina, gi\u00e0 sensibile a quelle tematiche anche grazie alla lettura delle opere di Erasmo da Rotterdam. Di quel gruppo, personaggio-chiave era Achille Bocchi, professore di lettere greche e di retorica all\u2019universit\u00e0 cittadina; intorno a lui si svilupp\u00f2 una sorta di \u201ccircolo filosofico e letterario\u201d, di cui facevano parte Ulisse Aldrovandi, professore di Filosofia naturale, Girolamo dal Pino, canonico di S. Petronio, e, per un certo periodo lo stesso Leandro Alberti.
Per alcuni anni, nei confronti di questi ambienti elitari, seppure a volte impegnati in dibattiti al limite dell\u2019ortodossia, non si attuarono particolari misure repressive. L\u2019atteggiamento delle autorit\u00e0 mut\u00f2 decisamente verso il 1543, quando il numero degli eretici a Bologna venne definito da Rodolfo Campeggi \u201cuna legione di luterani\u201d (n. 21)<\/strong>, che comprendeva per la maggior parte esponenti dei ceti popolari. Incarcerati dal governatore, molti di loro recuperarono la libert\u00e0 dopo la solenne abiura pubblica del 16 maggio 1543.
Per quanto non organica, n\u00e9 particolarmente strutturata in senso dottrinale, come del resto accadeva anche altrove, l\u2019eterodossia religiosa continu\u00f2 a diffondersi in citt\u00e0, con manifestazioni di vario livello e con la divulgazione di libri \u201csospetti\u201d. Di fronte a questa situazione, nel 1549, l\u2019inquisitore domenicano Girolamo Muzzarelli, primo ad essere nominato alla carica dalla Congregazione del S. Uffizio, si impegn\u00f2 per dare un indirizzo unitario all\u2019azione giudiziaria antiereticale, che fino ad allora l\u2019inquisitore aveva condiviso con il vicario del vescovo e l\u2019uditore del Torrone (autorit\u00e0 giudiziaria in materia penale). Anche a Bologna, che dal marzo 1547 ospit\u00f2, nel Palazzo Campeggi, ora Bevilacqua, alcune sedute del Concilio di Trento, la repressione si inaspr\u00ec decisamente, giungendo a colpire il circolo ereticale di cui faceva parte Ulisse Aldrovandi, arrestato con altri quattro membri del gruppo e liberato dopo l\u2019abiura del settembre 1549 (n. 25)<\/strong>.
Di quel gruppo faceva parte anche il calzolaio modenese Bernardo Brascaglia, che per\u00f2 dopo l\u2019abiura riprese la divulgazione di dottrine eterodosse, nel suo caso esplicitamente luterane, e pertanto fu condannato a morte come \u201crelapso\u201d nel 1567: era la prima condanna a morte eseguita a Bologna contro chi professava idee riformate (nn. 26-27)<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":3636,"parent":3584,"menu_order":0,"template":"","target":[14],"class_list":["post-3627","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\n