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{"id":3557,"date":"2023-08-29T12:20:54","date_gmt":"2023-08-29T10:20:54","guid":{"rendered":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/?post_type=attivita&p=3557"},"modified":"2023-08-29T12:20:55","modified_gmt":"2023-08-29T10:20:55","slug":"2-pepoli-estensi-canossa-improbabili-tracciati-celebrativi","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/lalbero-delle-vite-alberi-genealogici-dagli-archivi-delle-famiglie-nobili-bolognesi\/2-pepoli-estensi-canossa-improbabili-tracciati-celebrativi\/","title":{"rendered":"2. Pepoli Estensi Canossa: improbabili tracciati celebrativi"},"content":{"rendered":"\n
La grande famiglia Pepoli ostent\u00f2 con orgoglio origini remote e illustri, di credibilit\u00e0 assai dubbia. Osservando i percorsi genealogici proposti dalle pi\u00f9 prestigiose casate italiche, tra \u2018500 e \u2018600 i discendenti degli antichi\u00a0domini<\/em>\u00a0della citt\u00e0 (1337-1347: Taddeo signore di Bologna) affidarono a taluni eruditi la ricostruzione delle origini familiari. Erano tracciati fantastici, che celebravano epopee mai vissute, a ritroso nel tempo di parecchi secoli. Emblematica, la pretesa discendenza dai reali d\u2019Inghilterra (26<\/strong>); altrettanto significativa quella che, giocando su una facile assonanza, poneva tra gli antenati il celebre giurista\u00a0Pepo<\/em>, riconosciuto come \u201cconsigliero di Matilde da Este\u201d (secc. XI-XII). Si allude qui a Matilde di Canossa, alla quale le genealogie Pepoli ammiccano pi\u00f9 volte anche per supportare l\u2019esistenza di antichi vincoli con i vertici istituzionali, con\u00a0l\u2019Impero, soprattutto, e con la Chiesa. Per questa ragione, in avanzato \u2018500 e nel \u2018600, i Pepoli acquisirono nel proprio archivio copie di documenti matildici e di diplomi imperiali risalenti al sec. XII, forse commissionati ad hoc agli eruditi incaricati di redigere le memorie della Casa. In questa sezione conclusiva se ne propongono alcuni esemplari, risalenti a originali ben noti (22-23<\/strong>). Documenti<\/strong>
Non si pu\u00f2 fare a meno di sottolineare l\u2019attribuzione di Matilde alla schiatta degli Este, realizzata dalla tradizione erudita cresciuta, appunto, in ambito estense. Gi\u00e0 in pieno \u2018400, infatti, e lungo tutto il \u2018500, storici e intellettuali della corte ferrarese si erano impegnati per dimostrare una discendenza comune tra le due dinastie: estense e canossana. I signori avevano caldeggiato, in tal senso, la raccolta di prove e appigli documentari, anche per rafforzare la legittimazione politica del loro potere che, alla lunga, doveva condurre a legami col papa e l\u2019imperatore. Intorno alla met\u00e0 del \u2018500, Matilde venne indicata come sposa – improbabile – di Azzo II d\u2019Este o di Alberto d\u2019Este, conosciuto come Azzo III. Questo esile filo di sutura era destinato a spezzarsi poco dopo, mentre veniva compiendosi la devoluzione del ducato ferrarese alla Santa Sede (1598). Tra Pepoli ed Estensi esisteva un lontano raccordo parentale: Giacoma, figlia di Romeo, aveva sposato Obizzo di Aldrevandino, forse agli inizi del \u2018300.
Agli Este i Pepoli e la loro cerchia erudita guardarono anche come a un modello al quale ispirarsi per la rievocazione di certe ambiziose origini familiari. In questo ambito, dalla corte estense uscirono opere di straordinario valore storico e artistico. Esponiamo oggi per la prima volta un importante esemplare di genealogia estense a medaglioni (27<\/strong>); conservato tra i manoscritti della Biblioteca dell\u2019Archivio, \u00e8 stato restaurato per l\u2019occasione presso il nostro Laboratorio. Il codice, di autore ignoto, risale ai primi decenni del \u2018600. La sequenza dinastica si apre con la raffigurazione di Azzo I, qui riconosciuto come primo signore di Ferrara (anno 1096), per terminare bruscamente con Alfonso II (1588), lasciando incompiuti immagini e testi. Interessante, ma nel quadro di una consolidata tradizione, lo schema genealogico realizzato, modulato dalla successione dei discendenti maschi titolari del\u00a0dominatus<\/em>: ciascuno \u00e8 raffigurato insieme alle mogli e ai figli, seguendo una rappresentazione della famiglia intesa come un grande consorzio, composto da differenti nuclei domestici.<\/p>\n\n\n\n
22<\/strong>. \u201cPassaporto di Matilde contessa a Pietro Pepoli suo consiliere ed ambasciatore\u201d (1105). Matilde di Canossa concede a Pietro Pepoli, giurista bolognese, e agli uomini della sua cerchia l\u2019esenzione dal pagamento di dazi e pedaggi, ovvero il diritto di libera circolazione, per vie di terra e d\u2019acqua, nei territori del dominio canossano. L\u2019esemplare \u00e8 una copia semplice probabilmente della prima met\u00e0 del sec. XVII, come suggeriscono anche alcune note a tergo. Si tratta in realt\u00e0 di un documento falso, imitativo di diplomi matildici autentici. Si noti, in questo senso, in basso a sinistra, il signum consueto di Matilde, una croce nella quale \u00e8 inserito a guisa di sottoscrizione MATILDA DEI GRATIA SI QU(I)D EST (Pepoli, Instrumenti e scritture, I\/A, 1, n. 1)
23<\/strong>. Diploma di Federico I Barbarossa a favore di Alberto da Prato, conte (1164, agosto, Pavia). L\u2019imperatore riconosce al conte Alberto il pieno dominio su numerose localit\u00e0 per lo pi\u00f9 nell\u2019Appennino tosco-emiliano, estendendo su queste stesse la protezione sovrana. Si tratta di una copia autentica proveniente da Vernio, redatta con ogni probabilit\u00e0 nell\u2019estate 1577. \u00c8 corredata di parecchie sottoscrizioni notarili, volte a rafforzare la genuinit\u00e0 della testimonianza, e del monogramma di Federico I, fedele imitazione di quello originale. Il documento fu acquisito dai Pepoli poich\u00e9 tra le localit\u00e0 elencate si nominano Castiglione e altri luoghi, appartenenti al cosiddetto feudo di Castiglione (Castiglione de\u2019 Pepoli) (Pepoli, Instrumenti e scritture, I\/B, 1, n. 4. 3\u00b0)
24<\/strong>. \u201cDescendenza di Tadeo Pepoli figlio di Romeo in Bologna riguardante il ramo del gi\u00e0 messere Ugo Gioseffo Pepoli quondam conte Rizardo figliuolo naturale del gi\u00e0 conte Gioanni Pepoli senatore\u201d (inizio sec. XVIII). Il volume, composto di 120 carte, riunisce le copie autentiche di un gruppo ben selezionato di documenti di et\u00e0 diverse (dall\u2019anno 1330 al 1648) riguardanti una diramazione della casata, discendente comunque, in forma diretta, da Romeo di Zerra. La raccolta si apre con la ricostruzione grafica del ramo genealogico cui appartenne Ugo Giuseppe, vissuto in pieno \u2018600 e discendente di Filippo e di Giovanni, entrambi senatori nel sec. XVI. Si tratta, nel complesso, di un modello particolare di rappresentazione genealogica, centrata sulla documentazione scritta capace di testimoniare la legittimit\u00e0 successoria di prestigio, onori e ricchezze (Pepoli, 354)
25<\/strong>. Discendenza da Taddeo (fine sec. XVIII). Della famiglia Pepoli non si conservano alberi genealogici completi, che certamente esistevano e che presumiamo perduti. Questo albero \u00e8 visibilmente incompleto e contiene alcuni errori. Venne compilato a corredo e illustrazione di quanto segnalato nello scritto sottostante. Si trattava di supportare la legittimit\u00e0 dell\u2019investitura del feudo di Castiglione a favore del marchese Guido, vivente, dopo che per cinque secoli (dalla met\u00e0 del \u2018200 alla met\u00e0 del \u2018700 circa), l\u2019investitura e la dignit\u00e0 di signore avevano costituito un diritto riconosciuto a tutti quanti i discendenti maschi (Malvezzi, 759)
26<\/strong>. G. Pietro de\u2019 Crescenzi Romani, Corona della nobilt\u00e0 d\u2019Italia overo compendio dell\u2019istorie delle famiglie illustri, Bologna 1639. Il sottotitolo del volume ci illustra i contenuti \u201cnella quale (Corona) con varie osservazioni specolative e politiche sono intrecciate le glorie di pi\u00f9 di quattromila casati nobilissimi d\u2019Europa …\u201d . Il gruppo dei Pepoli viene inserito, come altre dinastie bolognesi, nel novero della pi\u00f9 prestigiosa, illustre nobilt\u00e0 europea. Ai Nostri tuttavia \u00e8 dedicata particolare importanza: su di loro converge tutta la 19a narrazione – Di Casa Pepola discesa dalla schiatta regale d\u2019Inghilterra – dove, oltre alle fantasiose ma avvincenti storie delle origini e alle dettagliate gesta dei personaggi emergenti, l\u2019erudito ricostruisce contatti e diramazioni genealogici della Casa, attraverso l\u2019 Italia e l\u2019 Europa (Archivio di Stato di Bologna, Biblioteca)
27<\/strong>. Genealogia estense (sec. XVII). Il codice di 25 carte, esposto qui per la prima volta dopo accurati interventi di restauro, costituisce un prezioso esemplare di genealogia a medaglioni. Presso gli Estensi, questa tradizione ebbe probabilmente inizio nel tardo Quattrocento con Pellegrino Prisciani, umanista e intellettuale di corte, nonch\u00e8 archivista ufficiale della stessa. Nella biblioteca del nostro istituto si conservano altri esemplari della storiografia erudita ferrarese, tra cui un altro importante codice con genealogia estense a medaglioni (met\u00e0 sec. XVI), attribuito al fiorentino Alberto Lollio, che fu apprezzabile letterato di corte (Archivio di Stato di Bologna, Biblioteca)<\/p>\n","protected":false},"featured_media":3576,"parent":3484,"menu_order":0,"template":"","target":[14],"class_list":["post-3557","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\n