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{"id":3179,"date":"2023-08-21T09:53:34","date_gmt":"2023-08-21T07:53:34","guid":{"rendered":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/?post_type=attivita&p=3179"},"modified":"2023-08-24T12:16:41","modified_gmt":"2023-08-24T10:16:41","slug":"4-la-prima-guerra-dindipendenza","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/in-mezzo-alla-folla-e-il-pepoli-il-marchese-gioacchino-napoleone-nel-risorgimento-nazionale\/4-la-prima-guerra-dindipendenza\/","title":{"rendered":"4. La prima guerra d\u2019indipendenza"},"content":{"rendered":"\n
Discendente del ramo marchionale dell\u2019antichissima famiglia Pepoli di Bologna, esponente dell\u2019aristocrazia cittadina, liberale e moderata, Gioacchino fu tra i 1.753 firmatari bolognesi della supplica (39<\/strong>) scritta d\u2019accordo con Giovanni Marchetti, Marco Minghetti (40<\/strong>) e Luigi Tanari, e inviata nel giugno 1846 al camerlengo Tommaso Riario Sforza e ai cardinali riuniti in conclave, nella quale venivano esposti \u00abcon dignit\u00e0 e moderazione i gravi mali che hanno sofferti fin qui i sudditi delle Legazioni, e si fanno vive preghiere perch\u00e9 consci della verit\u00e0 dell\u2019esposto vogliano gli Eminentissimi Cardinali impetrare dal Pontefice che va ad essere da loro eletto, quelle concessioni fatte ormai troppo necessarie a queste popolazioni\u00bb (E. Bottrigrari,\u00a0Cronaca di Bologna<\/em>, I (1845-1848), Bologna, Zanichelli, 1960, p. 63).
Questo il racconto dell\u2019ingresso sulla scena politica del giovane Pepoli attraverso le sue stesse parole: \u00abE siccome pareva che molti tentennassero e paventassero di firmarlo, egli si rec\u00f2 di porta in porta, di bottega in bottega, per ottenere le adesioni, e giunse perfino ad andare nei grossi paesi del circondario, nei d\u00ec di mercato, per giungere al proprio intento. Il prolegato lo chiam\u00f2 a se e lo redargu\u00ec severamente, ma egli gli rispose con nobile alterezza \u201cSe non \u00e8 contento dell\u2019opera mia, mi faccia arrestare\u201d e gli volse le spalle senza neppur prendere comiato.
Pochi giorni dopo le cose erano mutate. Pio IX, salendo al trono, accord\u00f2 l\u2019amnistia. Grandi furono le feste, gli applausi, le ovazioni, le luminarie al nuovo pontefice. Il giovane patrizio, che mal si fidava della fede clericale, fece scrivere sul suo palazzo in carattere di fuoco queste parole: \u201cUn bel principio \u00e8 la met\u00e0 dell\u2019opera\u201d.
Sventuratamente la seconda met\u00e0 non venne\u00bb.
Promulgata dunque dal nuovo pontefice l\u2019amnistia per i detenuti e i fuoriusciti \u201cper delitti politici\u201d, Pepoli si adoper\u00f2 per raccogliere fondi a loro favore (41<\/strong>).
In quel periodo il marchese Gioacchino collabor\u00f2 anche con la testata \u00abIl felsineo. Giornale politico, economico, scientifico, letterario\u00bb, che usc\u00ec in una nuova serie dal 7 gennaio 1847 al 16 maggio 1848 quale organo della Conferenza economico-morale, vale a dire dei liberali moderati, di quel \u00abceto dirigente cittadino, che aveva trovato nel processo riformatore un provvisorio punto di convergenza\u00bb (A. Preti,\u00a0Giornali, circoli, caff\u00e8: le idee di unit\u00e0 e di indipendenza a Bologna<\/em>, in\u00a0Storia illustrata di Bologna<\/em>, a cura di W. Tega, III, San Marino, AIEP, 1990, pp. 381-400, in part. p. 391).
Istituita poi la Guardia civica pontificia anche a Bologna (42<\/strong>) sotto la guida di Alessandro Guidotti Magnani (43<\/strong>), Pepoli fu capitano della prima compagnia del primo battaglione (poi secondo battaglione) (44<\/strong>). Della formazione a lui affidata cur\u00f2 la riorganizzazione, fino a portarla al numero di settanta effettivi (45<\/strong>).
Il 23 marzo 1848 l\u2019esercito sardo varc\u00f2 il Ticino dando inizio alle ostilit\u00e0 con l\u2019impero austriaco e alla prima guerra d\u2019indipendenza italiana. L\u2019amministrazione di Bologna si mobilit\u00f2 emanando l\u201911 aprile un editto per il soccorso economico al movimento: la famiglia Pepoli non manc\u00f2 di contribuire, come testimonia una\u00a0Nota delle offerte fatte al municipio di Bologna dal d\u00ec 12 aprile al 30 giugno 1848<\/em>, dove, sotto la data del 28 aprile, la marchesa Federica Pepoli compare come offerente di quaranta scudi romani (46<\/strong>).
Documenti<\/strong>
39<\/strong>. Minuta di lettera a Tommaso Riario Sforza e ai cardinali riuniti in conclave, Bologna, 11 giu. 1846 (G. N. Pepoli, Carteggio, Minute di lettere e manoscritti di discorsi, 9. Minute di lettere al cardinale legato)
40<\/strong>. Ritratto di Marco Minghetti (BCA, collezione dei ritratti, A\/39, cart. 102, n. 1)
41<\/strong>. \u201cColletta pei graziati politici che versano in istato di povert\u00e0\u201d (G. N. Pepoli, Carte politiche, 1848, 2. \u201cRaccolta per gli amnistiati\u201d)
42<\/strong>. Decreto di istituzione della Guardia civica pontificia a Bologna, 8 lug. 1847 (stampe governative)
43<\/strong>. Alessandro Guidotti Magnani. Cenni biografici<\/em>, Bologna, Tipografia Sassi nelle Spaderie, 1848
44<\/strong>. Alessandro Guidotti Magnani a Gioacchino Napoleone Pepoli, s.l., 21 set. 1847 (G. N. Pepoli, Carte politiche, 1848, 3. Guardia civica)
45<\/strong>. \u201cStato nominativo della prima compagnia del primo battaglione della Guardia civica di Bologna\u201d, s.l., 1\u00b0 ago. 1848 (G. N. Pepoli, Carte politiche, 1848, 3. Guardia civica)
46<\/strong>.\u00a0Nota delle offerte fatte al municipio di Bologna dal di 12 aprile al 30 giugno 1848<\/em>, Bologna, Tipografia Sassi, [1848]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":3192,"parent":3097,"menu_order":4,"template":"","target":[14],"class_list":["post-3179","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\n