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{"id":2440,"date":"2023-08-03T09:50:55","date_gmt":"2023-08-03T07:50:55","guid":{"rendered":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/?post_type=attivita&p=2440"},"modified":"2023-08-04T08:07:20","modified_gmt":"2023-08-04T06:07:20","slug":"9-i-mille-di-marsala-tra-gli-emigrati-politici","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/e-bologna-si-fece-italia\/9-i-mille-di-marsala-tra-gli-emigrati-politici\/","title":{"rendered":"9. I \u00abMille di Marsala\u00bb tra gli emigrati politici"},"content":{"rendered":"\n
La campagna garibaldina del 1860 accolse nelle sue fila un gran numero di giovani volontari veneti, emigrati per prendere parte alla spedizione in Sicilia, nella convinzione che, liberate infine anche Roma e Venezia, sarebbero potuti rientrare da vincitori nella loro terra d\u2019origine. Ma, terminata la spedizione dei Mille con la conquista dell\u2019ex Regno delle Due Sicilie, in gran numero considerarono concluso il loro impegno di volontari e preferirono rassegnare le dimissioni: si congedarono, rifiutando l\u2019arruolamento nell\u2019esercito regolare e incassando una gratifica pari a sei mesi di paga. 1. <\/strong>La Prefettura di Bologna al Comitato per l\u2019emigrazione in Bologna, 7 dicembre 1862 (Archivio di Stato di Bologna, Commissione provinciale per i sussidi all\u2019emigrazione politica, b. 43).
A quel punto, per\u00f2, compromessi politicamente nelle lotte per l\u2019indipendenza, non poterono tornare nel Veneto, ancora austriaco.
Iniziava cos\u00ec per gli ex garibaldini veneti una difficile vita da esiliati. Alcuni, dopo la fine della campagna meridionale, si trovarono davvero privi di ogni mezzo di sussistenza, nell\u2019impossibilit\u00e0 materiale di provvedere a se stessi ed eventualmente alla famiglia; altri, feriti in battaglia, non erano in condizioni di lavorare ed anzi necessitavano spesso di cure e assistenza. Moltissimi furono costretti a tentare la strada dei magri aiuti economici statali e a rivolgersi al Ministero dell\u2019interno, per ottenere sussidi o sovvenzioni straordinarie, o anche un impiego che consentisse loro di vivere dignitosamente.
Finalmente, nel 1862, il neonato Regno d\u2019Italia concesse ai \u00abMille di Marsala\u00bb un assegno mensile di 40 lire, quasi un\u2019anticipazione rispetto al vitalizio annuo di 1.000 lire, che sar\u00e0 decretato in loro favore nel 1865. Tra gli emigrati politici, tre giovani veneti \u2013 Pietro Cristofoli, Enea Ellero, Placido Fabris \u2013 arrivarono nel 1862 a Bologna per frequentarvi l\u2019Universit\u00e0, trasferendosi da quella di Pavia. Ricevevano quindi il pagamento del sussidio dal Comitato per l\u2019emigrazione della citt\u00e0 emiliana (1)<\/strong>, dove nell\u2019ottobre del 1863 risultavano domiciliati sei \u00absuperstiti ai Mille di Marsala\u00bb aventi diritto all\u2019assegno mensile (2)<\/strong>.
Gli stessi che, l\u2019anno successivo, otterranno il \u00abbrevetto comprovante la\u2026 partecipazione a quella spedizione\u00bb e la \u00abmedaglia dei Mille accordata dal Municipio di Palermo\u00bb (3)<\/strong>, a ricordo dell\u2019impresa di Marsala: fu sulla base di tali riconoscimenti che i reduci garibaldini poterono beneficiare, a partire dal 1865, della pensione vitalizia dello Stato italiano.
Citazioni bibliografiche e archivistiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n
2. <\/strong>Prospetto degli assegni mensili corrisposti dal Comitato per l\u2019emigrazione in Bologna ai \u00absuperstiti ai Mille di Marsala\u00bb, ottobre 1863 (ibidem).
3. <\/strong>Dichiarazione di Pietro Cristofoli, 27 maggio 1864 (ibidem).<\/p>\n","protected":false},"featured_media":2443,"parent":703,"menu_order":9,"template":"","target":[14],"class_list":["post-2440","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\n