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{"id":2431,"date":"2023-08-03T09:33:32","date_gmt":"2023-08-03T07:33:32","guid":{"rendered":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/?post_type=attivita&p=2431"},"modified":"2023-08-04T08:07:16","modified_gmt":"2023-08-04T06:07:16","slug":"8-vita-raminga-desiglio-e-di-poverta","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/e-bologna-si-fece-italia\/8-vita-raminga-desiglio-e-di-poverta\/","title":{"rendered":"8. \u00abVita raminga d\u2019esiglio e di povert\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"\n
Gi\u00e0 dal 1860 lo Stato sabaudo decideva di assegnare alle \u00abantiche provincie\u00bb e a Lombardia, Emilia e Toscana la somma complessiva di \u00a3. 300.000, da destinarsi \u00abper sussidii ad emigrati politici ricoverati nel Regno\u00bb. Era un modo per riconoscere i servigi resi alla causa nazionale da quanti proprio per questo erano stati costretti ad abbandonare la propria terra d\u2019origine \u00absia per ordine delle autorit\u00e0 locali, sia per sottrarsi alle persecuzioni, sia per perdita d\u2019impiego, quante volte siffatte cause furono determinate da ragione politica\u00bb, e da coloro che, \u00abavendo militato nelle guerre d\u2019indipendenza nazionale, sono per et\u00e0 e per difetti corporali disadatti al servizio militare\u00bb. 1.<\/strong> Foglio di iscrizione di Angelo Simoni nei ruoli della Commissione per l\u2019emigrazione, [1864] (Archivio di Stato di Bologna, Commissione provinciale per i sussidi all\u2019emigrazione politica, b. 18).<\/p>\n\n\n\n 2.<\/strong> Foglio di iscrizione di Raffaele Santi nei ruoli della Commissione per l\u2019emigrazione, 1864<\/a>.<\/p>\n\n\n\n 3. <\/strong>Pietro Ellero ad Adelaide Ristori, 3 ottobre 1862 (ibidem, b. 38).<\/p>\n","protected":false},"featured_media":2438,"parent":703,"menu_order":8,"template":"","target":[14],"class_list":["post-2431","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\n
La distribuzione dei sussidi veniva gestita da apposite commissioni, istituite a questo scopo nelle citt\u00e0 capoluogo di provincia e \u00abcomposte di onorevoli cittadini\u00bb nominati dal prefetto. Cos\u00ec pure a Bologna, che, dopo l\u2019annessione al Regno di Sardegna, divenne meta di tanti cittadini romani e veneti, fuoriusciti quindi dallo Stato pontificio e dai territori austro-ungarici: se riconosciuti effettivamente come emigrati politici bisognosi, la Commissione provinciale li iscriveva nei propri ruoli e li ammetteva a godere del sussidio (1-2)<\/strong>.
Accanto agli aiuti governativi, peraltro piuttosto esigui, gli emigrati a Bologna poterono contare su un altro canale per l\u2019assistenza e per l\u2019erogazione di sovvenzioni. La Societ\u00e0 di mutuo soccorso dell\u2019emigrazione politico-italiana in Bologna si costitu\u00ec nell\u2019agosto 1862, con la finalit\u00e0 dichiarata di alleviare le difficili condizioni di chi doveva affrontare una \u00abvita raminga d\u2019esiglio e di povert\u00e0\u00bb e di \u00abmitigare la sorte de\u2019 poverissimi in fra di loro\u00bb.
Il prof. Pietro Ellero, veneto, docente di diritto e procedura penale all\u2019Universit\u00e0 di Bologna ed emigrato politico lui stesso, fu il primo presidente di quella Societ\u00e0, una \u00abistituzione di soccorso a poveri, sostenuta da poveri\u00bb, bisognosa quindi di ogni aiuto. Ed eccolo dunque, poche settimane dopo la creazione dell\u2019Associazione, adoperarsi per raccogliere fondi. Si rivolse, fra gli altri, alla famosissima attrice Adelaide Ristori, personalmente impegnata nella causa italiana e per questo vittima a sua volta di un provvedimento di espulsione: a quella \u00abdonna veneta, italiana e italiana grande\u00bb, in procinto di recitare a Bologna, il prof. Ellero chiedeva di devolvere una parte degli incassi di una serata (3)<\/strong>, richiesta cui la Ristori non si sottrasse.
Citazioni bibliografiche e archivistiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n