Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the acf domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /var/www/html/wp-includes/functions.php on line 6170 Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the complianz-gdpr domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /var/www/html/wp-includes/functions.php on line 6170 Notice: Function _load_textdomain_just_in_time was called incorrectly. Translation loading for the wordpress-seo domain was triggered too early. This is usually an indicator for some code in the plugin or theme running too early. Translations should be loaded at the init action or later. Please see Debugging in WordPress for more information. (This message was added in version 6.7.0.) in /var/www/html/wp-includes/functions.php on line 6170 Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-includes/functions.php:6170) in /var/www/html/wp-includes/rest-api/class-wp-rest-server.php on line 1897 {"id":1501,"date":"2023-07-13T11:05:49","date_gmt":"2023-07-13T09:05:49","guid":{"rendered":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/?post_type=attivita&p=1501"},"modified":"2023-07-13T12:03:11","modified_gmt":"2023-07-13T10:03:11","slug":"sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/","title":{"rendered":"Sezione 4 | Zanardi e i socialisti bolognesi alla fine della guerra"},"content":{"rendered":"\n

Vetrina 20 | La vigilia dell\u2019armistizio<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

A capo della Prefettura dal 16 agosto 1914, Vincenzo Quaranta (1)<\/strong> si era sempre mostrato un funzionario energico: durante le vertenze di Molinella \u2013 scoppiate lo stesso anno del suo arrivo in citt\u00e0 \u2013 era stato uno strenuo alleato degli agrari nella lotta contro le leghe, e in tempo di guerra aveva guidato la provincia con abilit\u00e0 e pragmatismo. Dinanzi alla notizia della domanda di pace avanzata dagli imperi centrali, e nell\u2019imminenza della cessazione delle ostilit\u00e0, si affrett\u00f2 a indirizzare al Ministero un rapporto sullo stato dell\u2019ordine e dello spirito pubblico a Bologna.<\/p>\n\n\n\n

Nella sua relazione osservava come durante il conflitto, e specialmente dopo la disfatta di Caporetto, il Partito socialista non avesse inscenato scioperi o dimostrazioni, e come i suoi dirigenti si fossero manifestati disponibili ad assecondare le direttive dell\u2019Autorit\u00e0 pubblica e ad appianare tranquillamente molte divergenze e richieste.<\/p>\n\n\n\n

Con la fine della guerra, Quaranta paventava tuttavia un cambiamento radicale della situazione di relativa calma vissuta nella provincia negli ultimi quattro anni: da un lato il ritorno dei soldati reduci dal fronte, necessitanti un impiego nella vita civile, dall\u2019altro le \u00abingenti falangi di donne\u00bb che si sarebbero venute a trovare prive del lavoro nel quale avevano sostituito gli uomini, avrebbero generato una crisi della quale si sarebbero giovati i partiti sovversivi.<\/p>\n\n\n\n

Come nel 1914, cos\u00ec anche nel 1918 per il prefetto il rimedio sarebbe stato comunque semplice, dato che la questione veniva da questi considerata esclusivamente sotto il profilo economico e non politico: Quaranta auspicava cos\u00ec che le masse impegnate nella produzione bellica venissero subito occupate nell\u2019industria di pace e nell\u2019agricoltura, o indirizzate verso l\u2019emigrazione, in modo che il passaggio dallo stato di guerra a quello di pace avvenisse senza rotture o soluzioni di continuit\u00e0. A Bologna, in particolare, cantieri come la bonifica renana e la costruzione della direttissima per Firenze avrebbero potuto assorbire un ingente numero di operai, sottraendo cos\u00ec al Partito socialista il suo principale strumento di agitazione (2)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Le paure del prefetto sulle conseguenze della fine del conflitto non erano infondate e gli stessi ministeri della Guerra e dell\u2019Interno, alla vigilia della pubblicazione dell\u2019armistizio, avevano disposto da un lato il rafforzamento delle misure per il mantenimento dell\u2019ordine, se necessario anche attraverso l\u2019impiego delle forze armate, dall\u2019altro avevano invitato i prefetti a preparare l\u2019opinione pubblica e la stampa locale al fine di evitare incertezze e \u00abcommozioni\u00bb e di non guastare cos\u00ec il clima di giubilo e di serenit\u00e0 necessario ad accogliere la notizia della vittoria (3)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

1. Il prefetto Vicenzo Quaranta
2. Relazione del prefetto al Ministero dell\u2019interno, 20 ottobre 1918, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
3. Il presidente del Consiglio dei ministri ai prefetti, 2 novembre 1918, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 21 | Il giorno della vittoria<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Il 4 novembre 1918 alle ore 19 il comandante del Corpo d\u2019armata di Bologna, tenente generale Luigi Segato (1)<\/strong>, pubblic\u00f2 il manifesto con il quale annunciava ai cittadini di Bologna la firma dell\u2019armistizio da parte dell\u2019Austria-Ungheria. Perch\u00e9 l\u2019esultanza per la storica giornata fosse piena, concedette che per il giorno successivo in tutti gli stabilimenti dipendenti o controllati dalle forze armate (la maggioranza a Bologna, territorio dichiarato zona di guerra fin dal 1915) ci si astenesse dal lavoro (2)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Le manifestazioni di piazza tuttavia ebbero inizio gi\u00e0 nel tardo pomeriggio dello stesso 4 novembre. A partire dalle 18 un corteo formato da studenti aveva attraversato la citt\u00e0 sostando davanti ai monumenti a Garibaldi e al Popolano, mentre gli operai avevano cominciato a radunarsi sempre pi\u00f9 numerosi in piazza Maggiore.<\/p>\n\n\n\n

Appena la notizia dell\u2019armistizio si diffuse a Bologna la folla cominci\u00f2 a concentrarsi davanti al Palazzo comunale, parato e illuminato a festa per l\u2019occasione. Alle 21 il sindaco Francesco Zanardi s\u2019affacci\u00f2 al balcone del municipio per parlare agli operai. Nel suo discorso Zanardi rivendic\u00f2 i diritti del proletariato che negli anni di guerra non si era sottratto ai gravosi doveri imposti dalle esigenze belliche: \u00abNoi oggi diciamo ai borghesi che il conto \u00e8 aperto e l\u2019ora del premio \u00e8 giunta\u00bb. E al grido di \u00abViva l\u2019Italia proletaria\u00bb aveva comunicato l\u2019astensione dal lavoro per il giorno successivo (3)<\/strong>. Nella stessa sera un imponente corteo preceduto dalle bande musicali militari aveva inoltre attraversato via Indipendenza e si era sciolto intorno alle 23.<\/p>\n\n\n\n

Le proteste suscitate dal discorso \u201cantipatriottico\u201d pronunciato da Zanardi nel giorno della vittoria, unite al timore di scontri tra le opposte fazioni, spinsero il comandante del Corpo d\u2019armata di Bologna a pubblicare la mattina del 5 novembre un nuovo manifesto per proibire ogni assembramento e ogni dimostrazione. Il generale Segato aveva inoltre disposto che affluisse a Bologna quanta pi\u00f9 truppa possibile per presidiare i punti pi\u00f9 delicati della citt\u00e0 e per occuparne le porte al fine di impedire l\u2019ingresso della massa dalla campagna. Aveva inoltre preso accordi con il Comitato cittadino \u201cPro Patria\u201d presieduto dal medico Luigi Silvagni perch\u00e9 dispiegasse tutta la sua influenza politica per contrastare gli intenti del Partito socialista. Arrestare i capi delle organizzazioni sovversive era infine considerato dal militare \u00abil pi\u00f9 sicuro mezzo per evitare guai\u00bb (4)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

1. Il generale Luigi Segato
2. Manifesto del comandante del Corpo d\u2019armata di Bologna, 4 novembre 1918, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
3. Il questore al prefetto, 7 novembre 1918, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
4. Il comandante del Corpo d\u2019armata di Bologna al prefetto, 5 novembre 1918, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 22 | Le manifestazioni di piazza<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Le misure prese dalle autorit\u00e0 militari e politiche non servirono comunque a evitare che dalla mattina del 5 novembre Bologna divenisse il teatro di una sequela di manifestazioni di segno opposto, le cui file erano alimentate da operai socialisti da un lato e da ex militari e studenti interventisti dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n

A dare inizio alle dimostrazioni era stato un nutrito gruppo di donne che alle 8 in via Falegnami si era radunato per protestare contro i dipendenti di una fabbrica di indumenti militari che non si erano astenuti dal lavoro. Alle 9 trecento operai con bandiere bianche e rosse avevano tentato di inscenare una manifestazione in piazza Maggiore, ma erano stati subito dispersi dalla forza pubblica. Ne erano nati incidenti e colluttazioni nei quali si era trovato coinvolto lo stesso Zanardi, presente nella piazza insieme all\u2019onorevole socialista Genuzio Bentini. A detta di alcuni testimoni, il sindaco, invitato a parlare alla folla per impedire \u00abeccessi pi\u00f9 vergognosi […] pregato ed esortato a lanciare un grido di conciliazione e ad esprimere i suoi sentimenti di cittadino italiano, dicendo ad alta voce e facendo ripetere dagli altri \u201cViva l\u2019Italia\u201d, con evidente esitazione nell\u2019espressione del suo sguardo, ed abbassando ad arte il tono della voce, ha finito per dire \u201cViva l\u2019Italia s\u00ec, ma operaia\u201d\u00bb (1)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Oltre che nella piazza e nelle vie adiacenti, molti operai si erano radunati nella sede della Camera del lavoro in via Cavaliera (oggi via Oberdan), dove il sindaco nella tarda mattina aveva parlato a oltre un migliaio di persone assiepate nel cortile. All\u2019uscita dall\u2019edificio le dimostrazioni erano poi sfociate in proteste e scontri con la forza pubblica e molti furono gli arresti per disfattismo, violenza e resistenza. Al grido \u00abAbbasso l\u2019Italia, viva l\u2019Austria\u00bb e \u00abViva la pace, viva il socialismo\u00bb i manifestanti si erano infine nuovamente diretti verso piazza Maggiore dove ancora una volta la truppa dovette procedere allo sgombero forzato.<\/p>\n\n\n\n

Le esternazioni e il contegno del sindaco sollevarono le proteste di chi lo accusava di aver promosso una dimostrazione sovversiva \u00abin giorno sacro di esultanza patriottica\u00bb, e durante l\u2019imponente manifestazione organizzata nel pomeriggio in piazza VIII Agosto dall\u2019Associazione dei mutilati se ne chiesero a gran voce le dimissioni. Primo firmatario dell\u2019appello fu l\u2019allora repubblicano ed ex combattente Pietro Nenni, direttore del \u00abGiornale del Mattino\u00bb di Bologna (2-3)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

1. Deposizione di Amedeo Fidora, 5 novembre 1918, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
2. Pietro Nenni
3. Pietro Nenni e altri al presidente del Consiglio dei ministri, 6 novembre 1918, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 23 | Un nuovo attore sulla scena politica del dopoguerra<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

I giorni immediatamente seguenti la firma dell\u2019armistizio e la fine della guerra videro dunque Bologna attraversata da opposte tensioni, coi diversi partiti e movimenti schierati su differenti posizioni.<\/p>\n\n\n\n

\u00c8 sempre il prefetto Quaranta a descrivere in maniera alquanto vivida la situazione venutasi a creare in citt\u00e0 a seguito degli avvenimenti del 4 e 5 novembre: \u00abQuesti hanno rotto molte fila con la subitaneit\u00e0 improvvisa degli eventi, hanno sorpreso gruppi e fazioni, hanno portato turbamento a molte coscienze\u00bb. Nel suo rapporto al ministro dell\u2019Interno delineava poi il frastagliato quadro politico: i repubblicani, con poco seguito ma sempre tesi a inasprire gli animi e a suscitare discordie, che avevano nel \u00abGiornale del Mattino\u00bb diretto da Pietro Nenni il loro ideale punto di riferimento; i democratico-radicali, demagoghi in grado di solleticare le masse con vaghe promesse, raccolti intorno al Comitato \u201cPro Patria\u201d presieduto da Luigi Silvagni; i socialisti, divisi tra riformisti (la minoranza) e ufficiali (la maggioranza), forti e ben organizzati, guidati dal carismatico sindaco Francesco Zanardi; i liberali, restii a interessarsi dei disagi della popolazione e legati alla grande industria; i cattolici, animati da sentimenti patriottici ma infidi perch\u00e9 ambigui (1)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

In quella scena, che seppur complessa e agitata vedeva muoversi attori noti, il prefetto segnalava il sorgere di un elemento nuovo, che avrebbe di l\u00ec a qualche anno sconvolto fatalmente gli equilibri tradizionali.<\/p>\n\n\n\n

In un\u2019altra relazione al Ministero dell\u2019interno e al Comando di corpo d\u2019armata, Quaranta illustr\u00f2 difatti l\u2019azione svolta dagli ex combattenti e dai mutilati (2)<\/strong>: le loro formazioni andavano \u00abassumendo sempre pi\u00f9 carattere di associazione politica in quanto intervengono attivamente e quasi capeggiano manifestazioni che concernono la vita amministrativa locale, prendendo parte a espressioni di volont\u00e0 collettiva che trascendono dalle pure dimostrazioni di patriottismo, per giungere ad intervenire positivamente nella gara dei partiti che mirano a pi\u00f9 precise questioni di politica amministrativa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n

Fatti avvezzi dalla guerra al dinamismo e alla spregiudicatezza, avevano introdotto le automobili nei loro spostamenti e l\u2019uso delle armi negli scontri di piazza, non facendo segreto dell\u2019intenzione \u00abdi volersi impossessare ad ogni costo del Municipio\u00bb con l\u2019ausilio di \u00abarditi armati di bombe a mano e deliberati ad ogni eccesso\u00bb (3)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

1. Il prefetto al ministro dell\u2019Interno, 12 novembre 1918, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
2. Mutilati ed ex combattenti a Molinella, in MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO ITALIANO, Onoranze al milite ignoto. Celebrazioni e funzioni<\/em>
3. Il prefetto al comandante del Corpo d\u2019armata di Bologna e al ministro dell\u2019Interno, 7 novembre 1918, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 24 | La classe dirigente socialista nel dopoguerra<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Sostegno dell\u2019amministrazione comunale guidata da Zanardi, il Partito socialista e la sua classe dirigente erano invece ancora fortemente legati agli strumenti tradizionali della lotta operaia che si sarebbero purtroppo rivelati vani contro le azioni ostili condotte da arditi, squadristi e fascisti. Tra i socialisti pi\u00f9 influenti spiccavano le personalit\u00e0 di Alberto Giovannelli, Augusto Franchi e Alfeo Giaccaglia.<\/p>\n\n\n\n

Alberto Giovannelli, tipografo capo spedizioniere al \u00abResto del Carlino\u00bb fin dalla fondazione del giornale, alle elezioni amministrative del giugno 1914 era stato eletto consigliere comunale rivestendo anche la carica di vice-assessore allo stato civile e dal 1916 era presidente delle assemblee della Societ\u00e0 operaia. Controllato dalla polizia fin dal 1900, non aveva tuttavia destato particolari attenzioni fino al marzo 1918 quando era stato eletto segretario dell\u2019Alleanza socialista di Bologna.<\/p>\n\n\n\n

In quello stesso anno era risultato il destinatario di una lettera indirizzatagli dal sergente Amilcare Gamberini; nella missiva, intercettata dalla censura, il militare al fronte si sfogava cos\u00ec apertamente: \u00abQui dovrebbero venire quelli entusiasmati che volevano la guerra e poi alla sua volta si ritirano e si nascondono per la paura\u00bb (1)<\/strong>. La Questura dispose cos\u00ec la compilazione della scheda biografica per Giovanelli (2)<\/strong>, che negli anni del fascismo fu sottoposto a continui arresti, perquisizioni e diffide fino alla sua radiazione dal novero dei sovversivi nel 1940.<\/p>\n\n\n\n

Augusto Franchi, controllato dalla polizia dal 1904 perch\u00e9 iscritto al Circolo giovent\u00f9 socialista e segretario della Lega dei braccianti, alle elezioni del giugno 1914 era stato eletto consigliere comunale per il Psi; ne era seguita la compilazione della scheda biografica (3)<\/strong> e il rafforzamento della sorveglianza che prosegu\u00ec anche durante il periodo fascista e nel secondo dopoguerra fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1961.<\/p>\n\n\n\n

Alfeo Giaccaglia, controllato dalla polizia dal 1909 perch\u00e9 sospettato di essere l\u2019autore della scritta regicida \u201cViva Bresci\u201d sul basamento del monumento a Vittorio Emanuele in piazza Maggiore, era stato un assiduo frequentatore di gruppi giovanili anarchici e membro di circoli giovanili socialisti; per tale motivo nel 1911 ne era stata compilata la scheda biografica (4)<\/strong>. Nel 1912 in occasione della guerra di Libia si era distinto per le sue posizioni antimilitariste e nel 1916 era stato tra i partecipanti a una manifestazione pacifista contro le posizioni radicali del \u00abGiornale del Mattino\u00bb. Divenuto una delle voci pi\u00f9 influenti del socialismo bolognese, grazie anche ai numerosi articolati firmati sulla \u00abSquilla\u00bb, nel maggio 1918 ne era stato addirittura chiesto l\u2019allontanamento dalla citt\u00e0. Nel successivo periodo fascista fu costantemente sorvegliato fino al 1936.<\/p>\n\n\n\n

1. Amilcare Gamberini ad Alberto Giovanelli, 12 marzo 1918, in ASBO, Questura di Bologna, Gabinetto, Sovversivi<\/em>
2. Scheda biografica di Alberto Giovanelli, 13 settembre 1918, in ASBO, Questura di Bologna, Gabinetto, Sovversivi<\/em>
3. Scheda biografica di Augusto Franchi, 13 settembre 1918, in ASBO, Questura di Bologna, Gabinetto, Sovversivi<\/em>
4. Scheda biografica e foto segnaletica di Alfeo Giaccaglia, 16 ottobre 1911, in ASBO, Questura di Bologna, Gabinetto, Sovversivi<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 25 | Francesco Zanardi nel novero dei sovversivi<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Francesco Zanardi era nato a Poggio Rusco il 6 gennaio 1873 e all\u2019et\u00e0 di 18 anni si era trasferito coi genitori a Bologna, dove aveva conseguito il diploma di chimico farmacista. Iscritto al Partito socialista, alle elezioni amministrative del luglio 1899 era stato eletto consigliere comunale del suo paese natale meritando cos\u00ec l\u2019attenzione dell\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza che ne aveva subito disposto la schedatura (1)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Secondo la polizia Zanardi sdegnava la propaganda attuata con conferenze e riunioni ritenendo \u00abpi\u00f9 proficuo avvezzare le masse alle teorie socialiste pi\u00f9 coi fatti che con le parole\u00bb, e per tale motivo sarebbe stato ancora pi\u00f9 pericoloso.<\/p>\n\n\n\n

Primo cittadino di Poggio Rusco e membro del Consiglio comunale bolognese dal 1902, consigliere provinciale a Mantova dal 1904, il 17 luglio 1914 era stato eletto sindaco di Bologna, carica che ricopr\u00ec fino al 20 ottobre 1919 quando si dimise in vista delle consultazioni politiche che lo videro eletto deputato prima per la 25a<\/sup> (1919-1921) e successivamente per la 26a<\/sup> (1921-1924) legislatura del Regno d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n

L\u2019onorevole Zanardi continu\u00f2 tuttavia a rivestire importanti incarichi anche a Bologna, tra i quali quello di presidente dell\u2019Ente autonomo dei consumi, istituzione che aveva fondato nel 1916.<\/p>\n\n\n\n

Ripetutamente minacciato con lettere anonime (2-3)<\/strong> e fisicamente aggredito dai fascisti, i quali percossero a morte il figlio Libero, che mor\u00ec il 9 giugno 1922, Zanardi si trasfer\u00ec definitivamente a Roma nel 1923 esercitandovi l\u2019attivit\u00e0 di farmacista, sempre sottoposto alla stretta vigilanza dell\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza. Nel 1937, dopo 14 anni di permanenza nella capitale, per motivi di salute rientr\u00f2 a Bologna, ma poich\u00e9 era ancora considerato un \u00absovversivo tenace, acido, insidioso e turbolento\u00bb, dall\u2019influenza \u00abnefasta e pericolosa\u00bb (4)<\/strong>, nel 1938 fu confinato prima a Cava dei Tirreni e poi a Sant\u2019Antonio Mantovano. Nel settembre 1939 fu prosciolto condizionalmente dal confino, ma continu\u00f2 a risiedere tra Porto Mantovano e Poggio Rusco.<\/p>\n\n\n\n

Nel dopoguerra fu eletto all\u2019Assemblea costituente e dal 18 aprile 1948 sedette in Parlamento come senatore a vita. Il controllo di polizia sull\u2019ormai ultrasettantenne Zanardi non cess\u00f2 tuttavia neanche nel periodo democratico tanto che l\u2019ex sindaco di Bologna risultava ancora schedato tra i sovversivi al momento della morte avvenuta il 18 ottobre 1954.<\/p>\n\n\n\n

1. Scheda biografica e foto segnaletica di Francesco Zanardi, 9 luglio 1899, in ASBO, Questura di Bologna, Gabinetto, Sovversivi<\/em>
2-3. Lettere anonime indirizzate a Francesco Zanardi, in ASBO, Questura di Bologna, Gabinetto, Sovversivi<\/em>
4. Il prefetto al Ministero dell\u2019interno, 21 gennaio 1938, in ASBO, Questura di Bologna, Gabinetto, Sovversivi<\/em><\/p>\n","protected":false},"featured_media":1564,"parent":1309,"menu_order":4,"template":"","target":[14],"class_list":["post-1501","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\nSezione 4 | Zanardi e i socialisti bolognesi alla fine della guerra - Archivio di Stato di Bologna<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Sezione 4 | Zanardi e i socialisti bolognesi alla fine della guerra - Archivio di Stato di Bologna\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Vetrina 20 | La vigilia dell\u2019armistizio A capo della Prefettura dal 16 agosto 1914, Vincenzo Quaranta (1) si era sempre […]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Archivio di Stato di Bologna\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-07-13T10:03:11+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Grandeguerra_25_01_02.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1181\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"818\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"15 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/\",\"url\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/\",\"name\":\"Sezione 4 | Zanardi e i socialisti bolognesi alla fine della guerra - Archivio di Stato di Bologna\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Grandeguerra_25_01_02.jpg\",\"datePublished\":\"2023-07-13T09:05:49+00:00\",\"dateModified\":\"2023-07-13T10:03:11+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-US\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"en-US\",\"@id\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Grandeguerra_25_01_02.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Grandeguerra_25_01_02.jpg\",\"width\":1181,\"height\":818},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Attivit\u00e0 (cosa facciamo)\",\"item\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"“Mentre infuria l’immane flagello” – Echi della grande guerra a Bologna\",\"item\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":4,\"name\":\"Sezione 4 | Zanardi e i socialisti bolognesi alla fine della guerra\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/#website\",\"url\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/\",\"name\":\"Archivio di Stato di Bologna\",\"description\":\"Un nuovo sito targato WordPress\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"en-US\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Sezione 4 | Zanardi e i socialisti bolognesi alla fine della guerra - Archivio di Stato di Bologna","robots":{"index":"noindex","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"og_locale":"en_US","og_type":"article","og_title":"Sezione 4 | Zanardi e i socialisti bolognesi alla fine della guerra - Archivio di Stato di Bologna","og_description":"Vetrina 20 | La vigilia dell\u2019armistizio A capo della Prefettura dal 16 agosto 1914, Vincenzo Quaranta (1) si era sempre […]","og_url":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/","og_site_name":"Archivio di Stato di Bologna","article_modified_time":"2023-07-13T10:03:11+00:00","og_image":[{"width":1181,"height":818,"url":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Grandeguerra_25_01_02.jpg","type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Est. reading time":"15 minutes"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/","url":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/","name":"Sezione 4 | Zanardi e i socialisti bolognesi alla fine della guerra - Archivio di Stato di Bologna","isPartOf":{"@id":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Grandeguerra_25_01_02.jpg","datePublished":"2023-07-13T09:05:49+00:00","dateModified":"2023-07-13T10:03:11+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#breadcrumb"},"inLanguage":"en-US","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"en-US","@id":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#primaryimage","url":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Grandeguerra_25_01_02.jpg","contentUrl":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Grandeguerra_25_01_02.jpg","width":1181,"height":818},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-4-zanardi-e-i-socialisti-bolognesi-alla-fine-della-guerra\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Attivit\u00e0 (cosa facciamo)","item":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"“Mentre infuria l’immane flagello” – Echi della grande guerra a Bologna","item":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/"},{"@type":"ListItem","position":4,"name":"Sezione 4 | Zanardi e i socialisti bolognesi alla fine della guerra"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/#website","url":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/","name":"Archivio di Stato di Bologna","description":"Un nuovo sito targato WordPress","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"en-US"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/attivita\/1501","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/attivita"}],"about":[{"href":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/attivita"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/attivita\/1309"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1564"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"cosa-facciamo","embeddable":true,"href":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/target?post=1501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}