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Vetrina 14 | Sopra i cieli di Bologna<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Il 24 maggio 1915, dopo lunghe trattative segrete e dopo aver fatto posizionare migliaia di fanti nelle anguste trincee scavate fra le rocce carsiche e le rive dell\u2019Isonzo, l\u2019Italia rompe gli indugi e palesa l\u2019alleanza con la Francia e l\u2019Inghilterra: la nazione entra ufficialmente nella Grande guerra.<\/p>\n\n\n\n

Le sue citt\u00e0 tuttavia sembrano quasi non accorgersene: lontana fisicamente e culturalmente, la borghesia cittadina per buona parte del conflitto vivr\u00e0 una sorta di paradossale estraneit\u00e0 agli orrori delle battaglie.<\/p>\n\n\n\n

Cos\u00ec non sar\u00e0 per i bolognesi che, per sollecitudine del prefetto, Vincenzo Quaranta, dal 25 maggio 1915 vivranno invece in un \u00abterritorio dichiarato in stato di guerra\u00bb (1)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Nonostante la provincia di Bologna sia assai distante dal fronte, il prefetto ritiene difatti che la citt\u00e0 e il suo territorio debbano essere sottoposti a stringenti norme di vigilanza elaborate da una commissione speciale appositamente istituita, nonch\u00e9 aderire alle direttive del Ministero della guerra per la protezione contro bombardamenti aerei (2)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

La citt\u00e0 \u00e8 improvvisamente trasformata in presidio del Comando della difesa antiaerea: sulla via collinare detta \u201cdel Battivento\u201d viene istituito un posto di difesa di artiglieria provvisto di due riflettori per ispezionare il cielo, mentre due posti di fanteria vengono organizzati rispettivamente a Villa Baruzzi, sul colle dell\u2019Osservanza, e presso il Laboratorio pirotecnico, fra Porta Castiglione e Porta San Mamolo. Delle vedette si posizionano sulla torre degli Asinelli e un\u2019altra sulla torretta della stazione ferroviaria principale. Altre postazioni di sorveglianza vengono dislocate in varie citt\u00e0 della regione, le quali, allontanandosi da Bologna fin verso l\u2019Adriatico, formano la seconda e la prima linea per l\u2019avvistamento di velivoli nemici (3)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Non appena da un avamposto fosse stato avvistato un velivolo diretto alla volta di Bologna, immediatamente, tramite comunicazione telefonica, sarebbe stato allertato il centro di coordinamento bolognese: dato l\u2019\u00aballarme alla cittadinanza col suono a martello del campanone della torre del Podest\u00e0 per tre volte consecutive\u00bb, tutti avrebbero dovuto ritirarsi nelle proprie abitazioni, esclusi i plotoni di fanteria, che da terra avrebbero prontamente sparato verso l\u2019alto ed abbattuto il velivolo.<\/p>\n\n\n\n

I mesi trascorrono e sul cielo di Bologna passano solo le nuvole; eppure, per ulteriore scrupolo, al personale addetto alla difesa antiaerea vengono distribuite \u00absagome di velivoli e dirigibili\u00bb per esser certi che li sappiano riconoscere (4)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Queste misure non possono che mettere in luce l\u2019ingenua percezione che l\u2019Ufficio di difesa aerea locale ha di una guerra combattuta invece lontano e con ben altre armi e strategie.<\/p>\n\n\n\n

1. Ordinanza del Comando del Corpo d\u2019armata di Bologna, 16 febbraio 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
2. Norme per la difesa antiaerea del presidio di Bologna, 30 gennaio 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
3. Provvedimenti per la difesa contro aerei del presidio di Bologna, 31 marzo 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
4. Istruzione del personale addetto alla difesa aerea, 16 giugno 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 15 | Si spengano le luci<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Fra le misure di sicurezza antiaerea, quella che avr\u00e0 maggiori ripercussioni sul normale svolgersi delle attivit\u00e0 cittadine \u00e8 di certo quella inerente all\u2019illuminazione: in caso di attacco aereo, la citt\u00e0 sarebbe dovuta diventare invisibile al nemico attraverso il totale e repentino oscuramento. Bologna tuttavia utilizza ancora i lumi a gas, da spegnersi uno ad uno, quindi per non rallentare eccessivamente la procedura, in via precauzionale bisogna accenderne il minor numero possibile.<\/p>\n\n\n\n

Cos\u00ec i bolognesi, come gli abitanti dei numerosi centri limitrofi, iniziano a vivere le loro serate in una invadente penombra che, trascorsi i mesi estivi, temono diventi sempre pi\u00f9 lunga.<\/p>\n\n\n\n

I commercianti osservano perplessi le loro vetrine al buio e pi\u00f9 che pensare a come questo giovi alla sicurezza della citt\u00e0, pensano a come questo potrebbe compromettere la loro attivit\u00e0 (1)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Chi deve rincasare dopo il lavoro \u00e8 privato del servizio tramviario, ridotto e poi sospeso dalle 22. E spesso si tratta di donne, che dopo lunghi e inusuali turni di lavoro, adattati alle nuove esigenze belliche, \u00abdata l\u2019assoluta mancanza di illuminazione per le vie non azzarda di rincasare a quell\u2019ora a piedi\u00bb (2)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Anche il lavoro dei controllori sui tram \u00e8 reso assai complicato dalle nuove norme: a causa del buio, imposto anche dentro le vetture, spesso non riescono a distinguere \u00abil colore dei biglietti da distribuirsi nelle diverse zone\u00bb, ma ancora peggio riscuotono \u00abin dette ore delle monete fuori corso o falsificate\u00bb (3)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Infatti se il buio ostacola le consuete attivit\u00e0, agevola invece quelle illecite: i Regi carabinieri obiettano al prefetto che per quanto riguarda il piazzale della stazione di Bologna \u00abnon possono farsi ulteriori riduzioni senza incorrere in inconvenienti gravissimi\u00bb, e provvedono da subito a intensificare i servizi di vigilanza per impedire che loschi personaggi quali \u00abladri, mendicanti, teppisti, ubriachi, prostitute vaganti e i loro sostenitori attentino alle propriet\u00e0 cittadine ed insidino la pubblica tranquillit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n

Il Corpo d\u2019armata deve suo malgrado attendere alle esigenze di una citt\u00e0 che, se pur in guerra, continua a vivere la sua normalit\u00e0 (4)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

1. La Camera di commercio e industria di Bologna sulla pubblica illuminazione, 10 settembre 1915, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
2. Telegramma della Direzione superiore delle Poste e telegrafi, 3 giugno 1915, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
3. Reclamo delle Tramvie di Bologna circa le difficolt\u00e0 per espletare il servizio, 19 luglio 1915, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
4. Decreto del Comandante del Corpo d\u2019armata di Bologna per la pubblica illuminazione, 12 ottobre 1915, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 16 | Ognuno faccia la sua parte<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Con l\u2019adesione al conflitto, l\u2019Italia, oltre a dover colmare il vuoto lavorativo lasciato dai numerosi uomini richiamati alle armi, deve anche radicare e potenziare nuovi settori industriali necessari per sostenere il suo esercito.<\/p>\n\n\n\n

Per la prima volta i governi chiedono la collaborazione di tutti i civili, donne comprese: il fronte interno deve aiutare i suoi soldati in ogni modo possibile. Vengono impiantati diversi \u201cstabilimenti di ausiliari\u201d, di speciale interesse bellico, e nascono i comitati di preparazione e di azione civile per la guerra, allo scopo di \u00abpreparare, organizzare e coordinare tecnicamente tutte quelle attivit\u00e0 cittadine idonee per provvedere in tempo alla continuazione della vita normale locale in caso di guerra\u00bb. \u00abAlcune attivit\u00e0 saranno riservate particolarmente all\u2019elemento femminile\u00bb, prime fra tutte, oltre all\u2019\u00abassistenza e cura degli ammalti\u00bb, la \u00abraccolta e confezione di indumenti\u00bb (1)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Il Comando del Corpo d\u2019armata di Bologna invia quindi al prefetto le norme esatte da doversi seguire per l\u2019assegnazione delle commesse di indumenti militari ai vari comitati o istituzioni locali; il Comitato di azione civile, con sede al numero 1 di via Pignattari, provveder\u00e0 a distribuire il tessuto ed il filato per confezionare quanto necessario (2)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Innumerevoli le richieste di lavoro che arrivano alle autorit\u00e0 e al Comitato, per quanto sia specificato che \u00abindipendentemente da ogni considerazione di partiti politici […] la distribuzione del lavoro venga limitata alle famiglie realmente bisognose\u00bb (2)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Ma se da un lato questo \u00e8 un modo per aiutare le madri, le mogli e le figlie di quanti stanno servendo con onore la patria, dall\u2019altro \u00e8 pur vero che questi valorosi uomini hanno bisogno di un adeguato corredo, confezionato con scrupolo e rigore. Nulla pu\u00f2 essere lasciato al caso o peggio all\u2019approssimazione; viene quindi istituita una Commissione centrale per indumenti militari presso il Ministero della guerra, incaricata fra l\u2019altro di diramare ai prefetti del Regno Modelli e norme di lavorazione per gli indumenti di lana e maglia<\/em>: il Comando supremo intende cos\u00ec informare le \u00absolerti e patriottiche Signore\u00bb che ogni capo diverso, per foggia o tipo, da quelli richiesti dalla Commissione, \u00abcostituirebbe un inutile imbarazzo\u00bb (3)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

1. Programma-Statuto del Comitato bolognese di preparazione civile per il caso di guerra, 1915, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
2. Norme e disposizioni per le lavorazioni del vestiario e biancherie militari, 10 novembre 1915, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
3. Modelli e norme di lavorazione per gli indumenti di lana e maglia, 20 settembre 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 17 | Penelope moderna<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

In poco tempo si consolida il processo di sostituzione della manodopera maschile con quella femminile in tutti quei settori dell\u2019economia che sono rimasti sguarniti, modificando quelle che fino ad allora erano state le regole della societ\u00e0 civile. L\u2019opinione pubblica parla di un mondo alla rovescia, dove la donna, che il periodico \u00abLa lettura\u00bb definisce \u201cPenelope moderna\u201d, ha preso il posto dell\u2019uomo e, anzich\u00e9 attendere inerte il suo ritorno, facendo e disfacendo la tela, si rimbocca le maniche e produce. Questa similitudine \u00e8 estremamente calzante per tutte quelle donne che si adoperano nell\u2019industria dell\u2019abbigliamento militare \u00abper poter vivere, tanto per non vedere morire di fame la numerosa prole\u00bb (1)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Fondamentale \u00e8 il ruolo delle \u201cDame visitatrici\u201d, di estrazione aristocratica o borghese, che con la loro attivit\u00e0 di volontariato si prendono carico morale delle donne che \u00absi trovano in una squallida miseria\u00bb . A Bologna \u00e8 la contessa Camilla Isolani che gestisce il Laboratorio dell\u2019Azione civile, in via Centotrecento 4: a lei la Prefettura inoltra tutte le petizioni dei vari comitati che raccolgono le suppliche delle donne indigenti, ed \u00e8 lei che interloquisce di continuo col prefetto per protestare quando il materiale promesso non arriva nei tempi stabiliti o per relazionare su quanto prodotto e sul numero ancora elevato di \u00aboperaie che non hanno lavoro\u00bb (2)<\/strong> nonostante le 5.000 gi\u00e0 impiegate.<\/p>\n\n\n\n

Infatti \u00abin questo eccezionale periodo della vita nazionale, l\u2019attivit\u00e0 muliebre nel campo del lavoro manuale specialmente dedicato ai soldati \u00e8 stata grandissima\u00bb, ma, nonostante le direttive ministeriali sulle modalit\u00e0 di confezionamento siano puntuali, queste rimangono purtroppo spesso disattese e \u00abuna quantit\u00e0 di tali lavori ha dovuto essere scartata\u00bb. Il Comitato centrale di assistenza per la guerra del Comune di Milano stabilisce allora di incentivare il proposito patriottico indicendo un \u00abConcorso Nazionale a Premi di indumenti per soldati\u00bb. La giuria, formata oltre che da \u00absignore competenti\u00bb, anche da \u00abun tecnico, un medico e un artista\u00bb (3)<\/strong>, dovr\u00e0 premiare \u00abi tipi migliori, sopra tutto nei riguardi dell\u2019igiene, dell\u2019economia e dell\u2019estetica\u00bb perch\u00e9 diventino \u00abtipi per cos\u00ec dire ufficiali, da imitare e diffondere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n

D\u2019altronde, \u00abse anche la tanto auspicata pace vittoriosa venisse presto, noi avremmo pure sempre migliaia e migliaia di soldati sulle Alpi, per i quali sempre assiduamente lavoreranno le donne, pel piacere, pel bisogno, pel dovere di fare qualche cosa per loro, indipendentemente da quello che il Governo pu\u00f2\u00bb. Per la \u201cPenelope moderna\u201d il tempo di abbandonare la tela \u00e8 quindi ancora assai lontano.<\/p>\n\n\n\n

1. Richiesta delle donne del comune di Lizzano Belvedere per ricevere un occupazione, 9 aprile 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
2. Elenco delle operaie cui va distribuito il lavoro, redatto dal Laboratorio dell\u2019Azione civile di Bologna, 2 maggio 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
3. Programma del Concorso nazionale a premi di indumenti per soldati, 11 agosto 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 18 | La citt\u00e0 non si ferma<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

L\u2019Italia in guerra deve assolutamente conciliare le ragioni di Stato con le \u00abnecessit\u00e0 della vita sociale\u00bb: da un lato applicare ogni prudenza per proteggersi non solo dai nemici esterni, ma anche e soprattutto da quelli interni; dall\u2019altro non ignorare le esigenze di milioni di civili che cercano una nuova normalit\u00e0 nella straordinariet\u00e0 della guerra.<\/p>\n\n\n\n

Intorno alla citt\u00e0 ogni giorno si tengono numerosi mercati e fiere, dove tranquille famiglie si recano per comprare e vendere prodotti comuni quali \u00ablatte, uova, frutta, verdura\u00bb: occorrenza solo apparentemente innocua, ma che pu\u00f2 nascondere delle insidie. Infatti, sebbene la provincia bolognese sia \u00abpiuttosto lontana dal luogo ove agisce l\u2019esercito mobilitato\u00bb, \u00e8 necessario \u00abvigilare sulla circolazione delle persone sospette\u00bb, su quanti \u00abper la professione incerta, per le idee politiche sovversive, per lo scarso patriottismo dimostrato, per le amicizie sospette o per altro si pu\u00f2 temere si valgano della libert\u00e0 di transito contrariamente agli interessi dello Stato\u00bb (1)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Nel cuore di Bologna, \u00abe precisamente in piazza VIII agosto tutti gli anni nella stagione autunnale ed invernale, diversi forestieri chiedono l\u2019autorizzazione per impiantare all\u2019aperto giostre a vapore, gabinetti ottici, serragli di animali feroci, tiri a segno, circoli equestri ed altri trattenimenti pubblici\u00bb (2)<\/strong>. Si tratta di un\u2019\u00abantichissima consuetudine\u00bb che mal si concilia con le restrittive norme antiaeree, e oltretutto, in caso di incursione, la folla, distratta dagli spettacoli, difficilmente riconoscerebbe l\u2019allarme dato dal lontano Palazzo del Podest\u00e0. Eppure il Comando del Corpo d\u2019armata, riconoscendone il valore, reputa non sia \u00abconveniente impedire, senza una vera necessit\u00e0, gli spettacoli pubblici\u00bb. Diversa l\u2019opinione di alcuni solerti, e anonimi, abitanti che, alla vista di quei tendoni dalla \u00abforma acuminata\u00bb, non mancano di far presente al prefetto che \u00ab\u00e8 veramente inspiegabile come […] non si sia pensato a sgomberare la Piazza\u00bb, dato che un simile agglomerato potrebbe essere facilmente scambiato per un accampamento militare, attirando i velivoli nemici (3)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

Quegli stessi velivoli da cui bisogna proteggere gli operai che lavorano negli \u00abstabilimenti meccanici per la fabbricazione di proiettili\u00bb e che vi \u00absono ammassati giorno e notte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n

In pericolo sono anche i ragazzi, che vanno regolarmente a scuola, mentre i direttori ricevono istruzioni per \u00abeliminare […] qualsiasi spiacevole conseguenza alla scolaresca della citt\u00e0, nel caso che si rinnovino le prodezze dei lanzichenecchi e ritornino a calare gli unni e i vandali dell\u2019aria\u00bb.<\/p>\n\n\n\n

Le ragioni della guerra non possono che venir prima di quelle della \u201cnormalit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n

1. Circolare del prefetto ai sindaci della provincia relativa alle norme di circolazione, 25 giugno 1915, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
2. Il questore al prefetto sugli spettacoli pubblici in piazza VIII agosto, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
3. Lettera anonima inviata al Comando del Corpo d\u2019armata, febbraio 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em>
4. Il provveditore al prefetto in merito all\u2019applicazione delle norme antiaeree, 24 febbraio 1916, in ASBO, Prefettura di Bologna, Gabinetto<\/em><\/p>\n\n\n\n

Vetrina 19 | La citt\u00e0 cambia volto<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

All\u2019inizio dell\u2019estate del 1914, prima dell\u2019attentato di Sarajevo, tutti i paesi europei sono attraversati da insistenti rumori di guerra, i cui echi arrivano anche a Bologna. Cos\u00ec quando in autunno, oltre i confini, il conflitto \u00e8 oramai acceso, la Croce rossa ha gi\u00e0 provveduto all\u2019allestimento di \u00abun certo numero di ospedali di riserva; ma, nelle attuali guerre, l\u2019affluenza dei feriti e degli ammalati \u00e8 tale, che occorre studiare la preparazione di altri stabilimenti, per occorrere al ricovero, ed alla cura dei numerosi individui, che vengono sgomberati dal teatro delle operazioni\u00bb. \u00c8 necessario \u00abmettere a profitto i sentimenti patriottici delle autorit\u00e0 civili, e dei cittadini\u00bb affinch\u00e9 vengano messi a disposizioni locali e forze volontarie. Ma la citt\u00e0, agitata da sentimenti e spiriti discordanti, non sempre risponde secondo le attese.<\/p>\n\n\n\n

Illustri cittadini, come i fratelli Nigrisoli, offrono alla Croce rossa sia le loro abitazioni private, sia l\u2019attrezzata clinica di via Malgrado, oltre a prestare servizio medico volontario (1)<\/strong>. Le Ferrovie dello Stato confermano che, quando se ne presenter\u00e0 il bisogno, metteranno a disposizione un locale da adibire a posto di soccorso. Di contro un\u2019importante istituzione, come l\u2019Amministrazione degli ospedali di Bologna, nega il proprio supporto, lamentando anzi l\u2019insufficienza dei locali a propria disposizione.<\/p>\n\n\n\n

Scoppia la guerra e la citt\u00e0 \u00e8 ben pronta ad accogliere i suoi feriti. Dentro e fuori le mura, scuole, caserme, fabbriche e istituti vengono convertiti in guardie chirurgiche e posti di soccorso non solo per i militari ma anche \u00aba ricovero e cura degli eventuali feriti civili […] in caso d\u2019incursioni aeree\u00bb (2)<\/strong>. Il presidio allestito presso la stazione \u00e8 di certo fra i pi\u00f9 attivi, accogliendo migliaia di soldati ogni mese (3)<\/strong> e provvedendo al rifornimento dei treni ospedale in transito.<\/p>\n\n\n\n

Questa intensa attivit\u00e0 ospedaliera necessita ancora una volta del supporto e del sostegno delle bolognesi: siano esse \u201cSignore visitatrici\u201d, siano infermiere volontarie, mosse dall\u2019identit\u00e0 degli scopi e dall\u2019amore esclusivo del bene, si spendono tutte senza riserve nell\u2019opera di beneficenza, dimostrando al Paese \u00abquanto possa la donna quando ama e quando vuole\u00bb. Parimenti le bimbe vengono \u00abpreparate ad essere brave donnine di casa facendo […] una vera benedizione abbondante di cose\u00bb, mentre i maschietti raccolgono \u00aba centinaia i bastoni dei nonni destinati a sorreggere i giovani mutilati di guerra\u00bb (4)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n

La guerra si combatte a centinaia di chilometri di distanza, eppure la citt\u00e0 cambia volto. Si adopera per difendere i propri cieli, spegnendosi nella notte; adatta i suoi spazi urbani e sociali per soccorrere la nazione ferita; incoraggia uomini e donne a dare il proprio contributo.<\/p>\n\n\n\n

Passa la guerra anche a Bologna.<\/p>\n\n\n\n

1. Il presidente del Comitato regionale della Croce rossa al presidente dell\u2019Associazione circa la clinica Nigrisoli, 7 dicembre 1914, in ASBO, Croce rossa italiana, Lettere riservate<\/em>
2. Elenco delle guardie chirurgiche e dei posti di soccorso, 24 maggio 1918, in ASBO, Croce rossa italiana, Carteggio<\/em>
3. Relazione mensile del posto di soccorso presso la stazione ferroviaria, 8 aprile 1917, in ASBO, Croce rossa italiana, Lettere riservate<\/em>
4. Relazione sul lavoro delle visitatrici degli ospedali militari, 20 febbraio 1918, in ASBO, Croce rossa italiana, Atti non protocollati<\/em><\/p>\n","protected":false},"featured_media":1453,"parent":1309,"menu_order":3,"template":"","target":[14],"class_list":["post-1434","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\nSezione 3 | passa la guerra - Archivio di Stato di Bologna<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Sezione 3 | passa la guerra - Archivio di Stato di Bologna\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Vetrina 14 | Sopra i cieli di Bologna Il 24 maggio 1915, dopo lunghe trattative segrete e dopo aver fatto […]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-3-passa-la-guerra\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Archivio di Stato di Bologna\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-07-28T09:55:02+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Grandeguerra_16_03_01.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"837\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1181\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"15 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-3-passa-la-guerra\/\",\"url\":\"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/mentre-infuria-limmane-flagello-echi-della-grande-guerra-a-bologna\/sezione-3-passa-la-guerra\/\",\"name\":\"Sezione 3 | passa la guerra - 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