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{"id":1242,"date":"2023-07-11T09:52:58","date_gmt":"2023-07-11T07:52:58","guid":{"rendered":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/?post_type=attivita&p=1242"},"modified":"2023-07-28T11:47:14","modified_gmt":"2023-07-28T09:47:14","slug":"3-i-medici-e-le-istituzioni-comunali","status":"publish","type":"attivita","link":"https:\/\/dev-asbo.xdams.net\/en\/attivita\/teoria-e-pratica-medicanel-basso-medioevo-teodorico-borgognoni-vescovo-chirurgo-e-ippiatra\/3-i-medici-e-le-istituzioni-comunali\/","title":{"rendered":"3. I medici e le istituzioni comunali"},"content":{"rendered":"\n
Prima di essere regolati dagli statuti, i rapporti fra il Comune e i medici si basavano su patti, come quello del 5 ottobre 1214, qui esposto nel Registro Grosso (1)<\/strong>, stipulato fra il medico Ugo Borgognoni da Lucca, padre di Teodorico, e il governo bolognese, che si impegna a retribuire il medico per le cure a favore degli abitanti della citt\u00e0 e del contado nonch\u00e9 dell\u2019esercito cittadino.<\/p>\n\n\n\n L\u2019attivit\u00e0 dei medici si concretizzava sul piano istituzionale in due momenti: quello della cura degli abitanti e del soccorso ai soldati durante le campagne militari del Comune e quello della consulenza ai giudici nel corso dei processi penali.<\/p>\n\n\n\n L\u2019intervento dei medici nel contesto giudiziario \u00e8 molto documentato e di grande interesse: coniuga infatti due discipline di tradizione in forte crescita in quest\u2019epoca, quella scientifica e quella giuridica, portando al primato di Bologna nel campo della medicina legale.<\/p>\n\n\n\n Gli statuti comunali del secolo XIII-XIV disciplinano la materia relativa ai medici modulandola nelle varie redazioni in rapporto all\u2019evolversi del contesto sociale e politico in cui la citt\u00e0 vive e allo sviluppo dell\u2019arte medica.<\/p>\n\n\n\n Nei primi statuti si dettano le regole per il medicus plagarum<\/em> (2)<\/strong>, il medico delle ferite, che segue le spedizioni militari e si prende cura degli infermi in citt\u00e0 e dei condannati che nelle carceri hanno subito l\u2019amputazione degli arti (4, 6)<\/strong>. Pi\u00f9 tardi il legislatore fisser\u00e0 una rigorosa regolamentazione della materia relativa all\u2019intervento dei medici in rapporto all\u2019attivit\u00e0 giudiziaria, anche attraverso le riformagioni, decisioni consiliari di adeguamento e aggiornamento delle disposizioni statutarie gi\u00e0 in vigore (8)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Sempre tramite le riformagioni, i consigli comunali, nella loro funzione esecutiva, emettevano i decreti di pagamento dei medici condotti per entrambe le attivit\u00e0 svolte e gli uffici finanziari del Comune provvedevano quindi alla liquidazione del compenso (4, 6)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n La documentazione giudiziaria comunale testimonia, nei particolari pi\u00f9 minuti, l\u2019attivit\u00e0 di consulenza dei medici legali inviati dai giudici a verificare le condizioni fisiche di quanti erano stati coinvolti in atti di violenza \u201ccon effusione di sangue\u201d.<\/p>\n\n\n\n I medici impegnati in ogni consulenza erano due, estratti a sorte, e dovevano giurare di avere i requisiti di et\u00e0, cittadinanza, solidit\u00e0 economica e, a garanzia del governo popolare, fedelt\u00e0 alla parte guelfa (8)<\/strong>. Essi relazionavano poi al notaio del giudice quanto accertato e quest\u2019ultimo provvedeva a trascrivere nei registri giudiziari la perizia, che assumeva quindi valore probatorio, essenziale nello svolgimento del processo. Per l\u2019accertamento della verit\u00e0 dei fatti e contro ogni possibilit\u00e0 di frode, nuove norme imposero un\u2019attenta disciplina riguardo alla tipologia delle ferite, esigendone la distinzione tra vulnera mortalia et non mortalia <\/em>(25)<\/strong>, e solo la dichiarazione dei medici, sotto ulteriore giuramento, poteva stabilire il nomen criminis<\/em> ed avallare eventualmente il reato di omicidio. L\u2019esame obiettivo del soggetto era richiesto anche in caso di decesso sospetto, per escludere l\u2019avvelenamento e attribuire la morte a cause naturali o, piuttosto, per dare l\u2019avvio al processo (18)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Nel contesto delle fonti giudiziarie, un\u2019infinit\u00e0 di testimonianze dell\u2019attivit\u00e0 dei medici legali e dei loro referti ci viene dalle carte di corredo, cedole sciolte di supporto alle registrazioni nei libri<\/em> processuali (16-29)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Se nei casi di diritto dubbi o poco disciplinati il giudice, per giungere ad emettere la sentenza, ricorreva al consilium sapientis<\/em>, il parere dell\u2019esperto giurista, anche nel processo per un fatto di sangue, relativamente al profilo medico, il giudice doveva avvalersi della relazione di esperti. Questo obbligo era teorizzato dagli stessi professori di diritto dello Studio bolognese e recepito negli statuti cittadini.<\/p>\n\n\n\n La crescita della scienza giuridica funge da stimolo dunque all\u2019evoluzione di quella medica non solo istituzionalizzando il ricorso alle consulenze dei medici pratici nell\u2019attivit\u00e0 dei tribunali, ma anche sviluppando, ne \u00e8 prova la ricchezza e la puntualit\u00e0 terminologica dei referti, la loro consapevolezza professionale. C\u2019\u00e8 chi sottopone il corpo alla dissezione (anothomi\u00e7avit<\/em>), rinvenendo nelle viscera<\/em> i segni dell\u2019avvelenamento per tosicum seu venenum<\/em> (18)<\/strong>; chi esamina attentamente i feriti riscontrando vulnera tumida et suspecta<\/em> (20)<\/strong>, anche per la copiosa effusione di sangue; chi pur di fronte a numerosi signa et accidentia<\/em>, non d\u00e0 un immediato responso sul caso perch\u00e9 non lo ritiene di propria competenza e richiede l\u2019esame dei medici fisice<\/em>, cio\u00e8 dei medici che si occupano di phisicalis scientia<\/em>; chi critica l\u2019operato di un collega al quale rimprovera di non aver seguito i dettami di Galeno (29)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n Il caso di un referto stilato, ad inizio del Trecento, da Bartolomeo da Varignana con magister Bertholacius Saracenus<\/em> \u00e8 esemplare (16)<\/strong>. Bartolomeo, laureato in medicina e filosofia, allievo di Taddeo Alderotti e non meno celebre del suo maestro, non teme di mostrare le incertezze sue e del suo collega, entrambi docenti dello Studio, per accertare la gravidanza di una donna incarcerata e in attesa di condanna. I due accademici si affidano dunque alla consulenza di sapientes obstetrices<\/em>, come suggeriscono i teorici della scienza medica (sic philosophi medicine precipiunt<\/em>), e alla loro relazione rationabiliter<\/em> si allineano, dimostrando l\u2019onest\u00e0 professionale e intellettuale dei medici bolognesi, a cui si riconosce ormai pubblicamente una dimensione scientifica.<\/p>\n\n\n\n Documenti<\/p>\n\n\n\n 1. Comune-Governo, 30, Registro grosso, I, cc. 209v-210r, 1214 ottobre 5<\/strong><\/em> 2. Comune-Governo, 35, Statuti comunali del 1250, c. 35r<\/strong><\/em> 3. Comune-Governo, 35, Statuti comunali del 1250, c. 52v<\/strong><\/em> 4. Comune, Uffici finanziari, Tesoreria e contrallatore, 1, cc.7v e 14r, 1254 marzo 26<\/strong><\/em> 5. Comune-Governo, 39, Statuti comunali del 1265, 104r<\/strong><\/em> 6. Comune, Uffici finanziari, Tesoreria e contrallatore, 3, c. 34v, 1288<\/strong><\/em> 7. Comune-Governo, 130, Riformagioni, cc. 338v-339v, 1290 marzo 30<\/strong><\/em> 8. Comune-Governo, 134, Riformagioni, cc. 197v-198r, 1292 febbraio 15<\/strong><\/em> 9. Curia del Podest\u00e0, Giudici ad maleficia<\/em>, Libri Inquisitionum et testium<\/em>, 4, reg. 61, cc. 21r-24v, 1304 febbraio.<\/strong> 10. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Libri Inquisitionum et testium, 62, reg. 5, cc.\u00a0 40r-40v, 1304 settembre-ottobre<\/em><\/strong> 11. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Libri Inquisitionum et testium,\u00a0 62, reg. 5, c. 40v, 1304 ottobre 21<\/em> 12. Comune-Governo, 180, Riformagioni c. 160v, 1315 settembre 29<\/strong><\/em> 13. Comune-Governo, 184, Riformagioni, cc. 397v-398r, 1317 giugno 17<\/strong><\/em> 14. Comune-Governo, 224, Riformagioni, serie cartacea, vol. 45, c. 166v, 1332 febbraio 2<\/em><\/strong> 15. Comune-Governo, 224, Riformagioni, serie cartacea, vol. 44, c. 2v, 1330 gennaio 3<\/strong><\/em> 16. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b.1 bis, cedola sciolta [1304]<\/em><\/strong> 17. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b. 1 bis, cedola sciolta s.d. [1304]<\/strong><\/em> 18. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b. 1 bis, cedola sciolta, [1333] giugno 28 <\/em><\/strong>Magister Gerinus de Bononia medicus comunis <\/em>con il collega magister Laurenctius de Sancto Iorio <\/em>sottopose a dissezione (anothomi\u00e7avit<\/em>) Mu\u00e7olinus olim Iacobi de Ba\u00e7aleriis<\/em>; nello stomaco e nelle altre viscera della vittima furono rinvenuti i segni dell\u2019avvelenamento per arsenico. Referto medico autografo con sigillo.<\/p>\n\n\n\n 19. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b. 1 bis, cedola sciolta, s.d. [1358\/1359]<\/em><\/strong> 20. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b. 1 bis, cedola sciolta, s.d. [1358-1359]<\/em><\/strong> 21. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b. 1 bis, cedola sciolta, s.d. [seconda met\u00e0 XIV sec.]<\/em><\/strong> 22. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b. 1 bis, cedola sciolta, 1392 settembre [9]<\/em><\/strong> 23. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b. 1 bis, cedola sciolta, s.a. febbraio 15<\/em><\/strong> 24. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b. 1 bis, cedola sciolta, s.d.<\/em><\/strong> 25. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia<\/em>, Carte di corredo<\/em>, b. 1 bis, cedola sciolta, s.d.<\/strong> 26. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia<\/em>, Carte di corredo<\/em>, b. 1 bis, cedola sciolta, s.d.<\/strong> 27. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, b. 1 bis, cedola sciolta, s.d. [seconda met\u00e0 XIV sec.]<\/em><\/strong> 28. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, Miscellanea Bellica, cedola sciolta, s.d. [seconda met\u00e0 XIII sec.]<\/em><\/strong> 29. Curia del podest\u00e0, Giudici ad maleficia, Carte di corredo, Miscellanea Bellica, cedola sciolta, s.d. [XIV sec.]\u00a0<\/em><\/strong>
Il comune sottoscrive un accordo con magister Ugo de Lucca<\/em> (Ugo Borgognoni) per la sua \u201ccondotta\u201d, cio\u00e8 per l\u2019incarico di medico che ha l\u2019obbligo di curare gli abitanti della citt\u00e0 e del contado e le truppe dell\u2019esercito. Il patto vincola lui e i suoi eredi al divieto di alienare le propriet\u00e0 acquistate con gli emolumenti percepiti, prevedendo anche l\u2019ipotesi della restituzione del feudum<\/em>, cio\u00e8 del compenso previsto di 600 lire.<\/p>\n\n\n\n
La rubrica 36 del libro VII degli statuti stabilisce i compiti del medicus plagarum<\/em> (medico delle ferite) al servizio del Comune. Vincolato dal giuramento, deve accertare lo stato dei feriti e relazionare la verit\u00e0 dei fatti al podest\u00e0; al seguito delle spedizioni militari non ha l\u2019obbligo delle armi, ma deve portare con s\u00e9 gli strumenti medici e tutto ci\u00f2 che usa in citt\u00e0 per curare gli infermi. Vi si menzionano i medici Deutesalvus<\/em> e Ugo de Lucha<\/em>.<\/p>\n\n\n\n
La rubrica 78 del libro VIII degli statuti rinnova tacitamente il patto stretto tra Ugo Borgognoni e il comune di Bologna e ribadisce, a garanzia di quest\u2019ultimo, il divieto per il medico e i discendenti di alienare i beni acquistati con gli emolumenti percepiti, eccetto nel caso di una iuxta<\/em> causa<\/em> approvata dai consigli cittadini.<\/p>\n\n\n\n
Il Comune paga magister Tomaxius medicus<\/em> per la medicazione di coloro cui fu amputata una mano o cavato un occhio: Item illi qui amputavit manum et crevavit oculum solucionem secundum modum consuetum… item magistro qui medicavit illos quibus fuerunt amputate manus<\/em>.<\/p>\n\n\n\n
Per accertare la verit\u00e0 nei casi di sangue ed evitare le frodi, la rubrica 6 dello statuto impone di inviare al pi\u00f9 presto due medici periti <\/em>sul luogo per visionare la vittima e riferire al giudice delle ferite riscontrate: quante mortali, quante no, se e quante inferte post mortem.<\/em> Si stabilisce infatti che non pu\u00f2 essere accusato della morte di qualcuno un numero di persone superiore a quello delle ferite letali rinvenute sul corpo dell\u2019ucciso; nel caso di una sola ferita uno solo sar\u00e0 ritenuto colpevole. Le spese dei medici sono a carico del Comune o piuttosto dei colpevoli, se individuati e condannati.<\/p>\n\n\n\n
Il Comuna paga magister Jacobus medicus<\/em> per la medicazione della gamba di un tal Faraone, cui, in seguito a una condanna, era stato amputato un piede.<\/p>\n\n\n\n
Il Consiglio del Popolo delibera che il feudum<\/em> di 600 lire, concesso a Ugo medicus de Lucha<\/em> in base all\u2019accordo del 1214, sia restituito da Francesco, figlio di Ugo e medico anch\u2019egli, non rispettoso dei patti stabiliti con il Comune, nella misura di un terzo (gli eredi di Ugo sono tre) liberandolo quindi da ogni obbligo istituzionale derivatogli dal padre. Il residuo di 400 lire il governo potr\u00e0 rivendicarlo sui beni passati in eredit\u00e0 allo stesso Francesco o agli altri eredi, oppure esigerli dagli attuali possessori ove fossero stati loro alienati contrariamente agli antichi patti.<\/p>\n\n\n\n
Il collegio cittadino dei medici e chirurghi presenta una petitio<\/em> al Consiglio del Popolo, perch\u00e9 il podest\u00e0 provveda all\u2019elezione degli incaricati alle verifiche, tramite l\u2019estrazione a sorte (imbursellatio<\/em>), tra i soli nomi di quei medici che rispondano ai requisiti di et\u00e0 (30 anni), estimo (100 lire) e residenza in citt\u00e0 (20 anni). L\u2019imperizia dei medici legali, infatti, spesso impreparati e forestieri, non garantisce la verit\u00e0 dei fatti. Il consiglio accetta la richiesta con la quale si riforma la normativa statutaria vigente del 1288.<\/p>\n\n\n\n
In seguito all\u2019accusa di falsificazione di monete si apre il processo a carico di tre uomini abitanti in citt\u00e0 e della moglie di uno di questi, Gilia, accusata di aver spacciato il denaro falso pro pane<\/em>, vino et aliis merciis<\/em>. Tutti gli accusati sono incarcerati in attesa della loro difesa. Dalle dichiarazioni dei testi emerge il presunto stato di gravidanza di Gilia: il tribunale invia per una perizia i medici Bartolomeo da Varignana e Bertolacius Saracenus <\/em>(si veda l\u2019allegato qui al numero 16). Esaminata la donna e riscontrati diversi sintomi peculiari (signa et accidentia<\/em>), essi fanno visitare Gilia da due sapientes obstetrices<\/em>, cos\u00ec come suggeriscono i teorici della scienza medica (sic philosophi medicine precipiunt<\/em>).\u00a0 Sulla base dell\u2019esame obiettivo effettuato e della relazione delle ostetriche, i medici rationabiliter<\/em> sostengono lo stato di gravidanza dell\u2019accusata, che viene trasferita dal carcere al Monastero delle Vergini di Bologna.<\/p>\n\n\n\n
Nell\u2019indagine per sospetto omicidio, Henrigetus<\/em> detto Garella<\/em> e Dominicus Cavalchantis<\/em>, custodi di Castel Capreno, sono accusati di aver ucciso durante il servizio il notaio Rustiganus<\/em>, capitano del castello, offrendogli cibo contenente tosicum seu venenum<\/em>. Per l\u2019esame del cadavere sono eletti i medici magister Lan\u00e7alotus<\/em> e magister Iohannes de Sancto Georgio<\/em> (si veda l\u2019allegato qui al numero 17).<\/p>\n\n\n\n
Magister Iacobus domini Rolandini <\/em>e magister Iacobus de Mantegellis<\/em>, cui viene affidato dal giudice l\u2019ulteriore esame del cadavere, asseriscono di aver curato per otto giorni il suddetto Rustiganus<\/em> per una febbre continua, che ne ha causato la morte, e dichiarano di non aver riscontrato nel paziente signa<\/em> di avvelenamento. L\u2019inquisitio si interrompe e il processo non si celebra perch\u00e9 il fatto non sussiste, avvalorando la diagnosi di morte naturale fatta dai medici \u2018accademici\u2019.<\/p>\n\n\n\n
Il Consiglio del Popolo delibera il pagamento di 106 lire, 6 soldi e 4 denari, da parte della Camera del Comune a Liuzzo de\u2019 Liuzzi, o in sua vece al nipote Mondino, per i 21 giorni prestati al servizio del principe (Roberto d\u2019Angi\u00f2?).<\/p>\n\n\n\n
Il magister Jacobus qd. magistri Rodulfi <\/em>chiede al Consiglio del Popolo di essere sostituito, perch\u00e9 malato, nell\u2019incarico di seguire ed assistere gli eserciti cittadini per curarne i feriti. La richiesta viene accettata dal Consiglio.<\/p>\n\n\n\n
Il Consiglio del Popolo delibera il pagamento di dieci lire a magister Guillelmus de Varignana<\/em> e a due suoi scolari, scelti in base all\u2019esperienza, per accertare se Guronus de Sala<\/em>, rettore di Ravenna, e i suoi collaboratori siano stati vittime di avvelenamento.<\/p>\n\n\n\n
Il Consiglio del Popolo delibera il pagamento a magister Bartholomeus medicus<\/em> di Asti eletto dagli anziani, su mandato del legato Bertrando del Poggetto, per l\u2019incarico della durata di quindici giorni a Castelfranco e nel contado bolognese verso Modena, pro medicando omnes et singulos qui contingeret vulnerati.<\/em><\/p>\n\n\n\n
Referto dei medici Bartolomeo da Varignana e Bertholacius Saracenus<\/em>, inviati dal giudice a visitare Gilia, allegato al processo (vedi precedente numero 9).<\/p>\n\n\n\n
Magister Iohannes de Sancto Georgio <\/em>e magister Lan\u00e7alottus<\/em>, medici chirurghi, inviati dal comune ad esaminare il cadavere di Rusticano, dichiarano sotto giuramento di non essere in grado di dare un responso sul caso, che non \u00e8 di loro competenza, ma richiede l\u2019esame dei medici fisice<\/em>, cio\u00e8 di medici universitari, esperti in Anatomia (vedi precente numero 10).<\/p>\n\n\n\n
I medici magister Franciscus de Gallo<\/em> e magister Philipus de Guetiis<\/em>, inviati dal giudice a verificare le cause della morte di Magdalucia q. Betacii de Albirolis<\/em>, dichiarano che la donna non \u00e8 morta per causa violenta ma, secondo la loro opinione, \u00e8 deceduta per un morbo chiamato morbus caducus<\/em>.<\/p>\n\n\n\n
Magister Franciscus q. Iohannis de Gallo <\/em>e magister Bartolomeus de Prioribus<\/em>, inviati dal giudice ad accertare lo stato di Mu\u00e7inus de Mediolano<\/em>, donzello del podest\u00e0, dichiarano che il vulnus<\/em> nel lato sinistro del capo \u00e8 tumidum et suspectum<\/em>, cio\u00e8 forse mortale, mentre la ferita sulla mano non desta preoccupazioni. I medici relazionano di aver visto anche un altro ferito, Henricus q. Berti de Carbonensibus<\/em>, che non \u00e8 in pericolo vita in quanto non presenta vulnera nec tumida nec suspecta<\/em>.<\/p>\n\n\n\n
Magister Federicus de \u00c7ambechariis medicus in cirugia<\/em> dichiara di aver curato per una ferita alla coscia sinistra Bertolomeus de burgo Panichalis<\/em>, che non corre pericolo di vita, e che la ferita \u00e8 ormai cicatrizzata. Referto autografo con sigillo del medico.<\/p>\n\n\n\n
Magister Dominicus q. Len\u00e7i<\/em> e magister Petrus q. Iohannis anbo \u00e7irui\u00e7i<\/em>, inviati dal giudice ad accertare lo stato di Petrus Pellacanus<\/em>, dichiarano che l\u2019uomo presenta una grave ferita con profonda penetrazione ed effusione di sangue e che appare tumidus<\/em> e in pericolo di vita anche a causa della febbre. Referto autografo.<\/p>\n\n\n\n
Magister Petrus medicus<\/em> riferisce di aver medicato Antonius de Camarino<\/em>, soldato al seguito di Oppicius de Florencia<\/em>, stipendiarius<\/em> al servizio del Comune di Bologna, per una ferita nella parte anteriore del capo che presentava una copiosa effusione di sangue.<\/p>\n\n\n\n
Magister Bonrecuperus Iachobi medicus<\/em> denuncia le ferite subite in citt\u00e0 da Iachopellus Iohannis da Filina<\/em>, soldato stipendiarius pedester<\/em>, nel braccio destro e nel dito anulare della mano destra, da parte di Costantellus<\/em> nelle cui truppe prestava servizio.<\/p>\n\n\n\n
Lungo elenco di vulnera mortalia et non<\/em>, stilato dai medici magister Iohannes de Carpacis <\/em>e magister Primiranus de Crispianis<\/em>, su mandato del giudice, riscontrate nei corpi di Pianus<\/em> e Ginelus Gibertini<\/em>, morti in seguito alle percosse e ferite subite.<\/p>\n\n\n\n
I medici magister Martinus de Lerro phisice doctor<\/em> e magister Iohannes de Bagn<\/em>o, certificano che la morte di tal Barthollomeus<\/em> \u00e8 stata causata dalle ferite subite nel petto.<\/p>\n\n\n\n
Magister Martinus de Lerro<\/em> e magister Bartolomeus de Reno phisice doctores<\/em> riferiscono al giudice di aver visionato le molteplici ferite riportate da Thomas Ugollini de Sancta<\/em>, delle quali quella inferta tra l\u2019ascella e la mammella destra si presenta tumida e al momento sospetta di poter essere mortale.<\/p>\n\n\n\n
La carta giudiziaria presenta una lista di iurati doctores de medicina e un\u2019altra di scolares<\/em> degli stessi dottori medici. Tra i primi si rileva la presenza di Taddeus<\/em> [Alderotti] e di Guido de Pisis<\/em>, famoso medico toscano addottoratosi presso lo Studio di Bologna. Magister Branchaleo medicus <\/em>compare tra i testimoni della richiesta presentata da un gruppo di monaci al celebre canonista Marsilius de Mantechellis<\/em>.<\/p>\n\n\n\n
Magister Iacobus [Rol]andini <\/em>e un suo non identificabile collega, a proposito della ferita subita da Antonius Bernardini <\/em>nell\u2019indice della mano sinistra, hanno un consulto con il medico che aveva curato malamente quel vulnus<\/em>; il dito risultava debilitato perch\u00e9 il nervo era stato inciso e non si sarebbe pi\u00f9 saldato. A sostegno citano i commenti di Galeno agli Aforismi di Ippocrate: \u201cQuando incisum fuerit os aut cartilago aut nervus et cetera, amplius non crescit neque conglutinatur<\/em>\u201d. Anziani consoli, Insignia<\/em>, vol. XIII, c. 105a, 1734 I bimestre. Sebbene ampiamente al di fuori dell\u2019ambito cronologico della mostra, questa miniatura, firmata da Bernardino Sconzani, sembra coronare idealmente il percorso espositivo, rappresentando con efficacia la rilevanza, culturale e mondana insieme, della dissezione pubblica che si svolgeva nel teatro anatomico dell\u2019Archiginnasio, in genere nel periodo del carnevale. Nell\u2019immagine, la giovane scienziata e filosofa Laura Bassi, laureatasi solo due anni prima e gi\u00e0 incaricata dell\u2019insegnamento di Filosofia Generale, commenta la dissezione, rispondendo alle argomentazioni dell\u2019anatomico Lorenzo Antonio Bonazoli. Un pubblico numeroso, fra cui alcune signore, assite interessato alla lezione.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":1283,"parent":1178,"menu_order":0,"template":"","target":[14],"class_list":["post-1242","attivita","type-attivita","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","cosa-facciamo-mostre"],"acf":[],"yoast_head":"\n